Da Lettera43 di oggi

Ora che la griglia di partenza per le amministrative è stata completata, le opposizioni al Governo dovrebbero dimostrare la capacità di uno scatto. Mai come in occasione del voto del 14 e 15 maggio, infatti, i temi locali -certamente rilevanti nell’orientamento, soprattutto nei comuni più piccoli- saranno condizionati dal clima generale, oramai avvelenato dallo scontro istituzionale, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica nei giorni scorsi. Diciamo la verità. Se il giudizio sullo stato di salute delle opposizioni dovesse essere dato in base alla fase delle primarie e della selezione delle candidature, non ci sarebbe da essere granché ottimisti. Si può anzi parlare di una crisi di sistema politico, di una crisi democratica che investe tutti i soggetti rappresentativi, e con particolare virulenza i fragili partiti nati nella seconda repubblica. La vicenda delle primarie a Napoli, con un risultato mai proclamato per il sospetto di brogli, è stata paradigmatica.

Ma ora, ai blocchi di partenza, tutti i giochi sono da fare. Conteranno due classifiche. La prima, quella delle città. Se a Torino, con la scelta coraggiosa e controcorrente di Fassino non c’è partita, e se anche a Bologna, malgrado le tormentate vicende che hanno portato allo scioglimento anticipato, Merola sembra destinato ad una facile vittoria, a Milano e a Napoli la partita sembra più controversa. A Napoli logica vuole che la città, dopo la Regione lo scorso anno, passi al centrodestra. La vicenda dei rifiuti, e la pesante eredità del bassolinismo spingono in questo senso. Ma la debole candidatura di Lettieri, a fronte di quella del prefetto Morcone, con la possibile sorpresa De Magistris, dà quasi il senso che nessuno per davvero sa e vuole governare questa realtà, che nessuno ha un progetto di riscatto di una meravigliosa città, Napoli, molto giovane. A Milano, al contrario, dove le conseguenze dello scontro tra il governo e la magistratura sono più drammatiche, e dove le critiche all’amministrazione Moratti sono acute, Pisapia ha più opportunità del previsto. Napoli e Milano diventano così test nazionali significativi.

L’altro dato significativo è se il Pd scavalcherà il Pdl, e la somma delle opposizioni -a partire da quelle di centro-sinistra- supererà l’alleanza di governo.

Tutto dipenderà dai candidati, e da quanto un messaggio positivo riuscirà a farsi valere. In giro sento tanto astensionismo. Sarebbe un pessimo segnale. Ci si attende una campagna meno rissosa in televisione e più capace di confronto sui problemi quotidiani. Sarà possibile? Sarebbe un bel segnale per tutti. Al momento non c’è da essere troppo ottimisti.

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