Da Lettera43 di oggi

La larghissima vittoria di Fassino, nelle primarie del centrosinistra a Torino, non era per nulla scontata. Non solo perchÚ attorno al suo competitor Gariglio, giovane e brillante, si era raccolta una coalizione di personalitÓ forti e elettoralmente assai radicate: un po’ come era successo a Firenze quando prevalse Renzi. Ma anche perchÚ Fassino appariva come un uomo della nomenklatura del Pd, con una storia dal Pci in avanti assolutamente tradizionale, torinesissimo sý, ma rientrato nella sua cittÓ per candidarsi dopo quasi trent’anni. E del resto i timori della vigilia, forse un po’ esagerati con l’obiettivo di chiamare alla mobilitazione il massimo dell’elettorato storico della sinistra torinese, non erano infondati.

Il popolo di sinistra ha risposto, con una partecipazione al voto assolutamente imprevista, scegliendo Fassino. La divisione alla sinistra del Pd fra tre candidati ha favorito la forza dell’ex-segretario Ds.

E bravo, Piero! La tenacia e l’abnegazione nella sua capacitÓ di lavorare, in una giornata che per lui Ŕ sempre superiore alle 24 ore, hanno fatto il resto. Insieme ad un atto di coraggio di chi ha contribuito in modo decisivo a compiere la discutibilissima scelta di fondare il Pd, e che per fare questo ha addirittura sacrificato il proprio ruolo di segretario politico dei Ds; e che ora, per rientrare nella politica nazionale, sa che deve passare per un’altra esperienza, quella di sindaco di una metropoli.

Lo schema politico secondo cui le primarie favoriscono solo Nichi Vendola sembra messo in discussione. All’indomani della vittoria di Pisapia a Milano, si era, del tutto impropriamente, parlato di effetto-Vendola. In veritÓ, se si esamina il profilo e la credibilitÓ di Fassino e di Pisapia, ci sono molti punti in comune: si tratta di persone di grande moralitÓ e che appaiono sobrie, rispetto alla volgaritÓ prevalente oggi nel ceto politico. Di uomini che non amano le urla e gli insulti, ma ascoltare e ragionare. Fassino oggi ha messo un’ipoteca importante sulla vittoria finale. Per Pisapia Ŕ pi¨ dura, e tuttavia i sondaggi lo accreditano di pecentuali importanti e in crescita.

Il centrosinistra pu˛ tornare a vincere se propone un’idea di politica pi¨ berlingueriana, nella quale il leader si mette davvero al servizio di una grande causa, e non si serve di essa per i propri interessi di parte o personali.

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