Leggo, non senza sconcerto, che il PD non dovrebbe dire la sua su Mirafiori. A me sembra che si cerchi di coprire una divisione interna con un presunto rispetto dell’autonomia sindacale. Io invece penso che il PD, se vuole essere partito del lavoro e dei diritti, non può non schierarsi in modo limpido.  Non si tratta di fare il mestiere del sindacato: ma la sfida che Marchionne ha aperto, con prepotenza e tracotanza, è politica e democratica, non è solo sindacale. Uscire dal contratto nazionale, rifiutare di parlare con una parte delle rappresentanze sindacali e dei lavoratori, ricattare una fabbrica e una città con la minaccia di chiudere e di trasferirsi in Canada, è una posizione  che viola la legge, straccia la Costituzione, offende il buon senso.

Ma purtroppo la convinzione che sia necessario liberarsi della sinistra e dei suoi valori, e delle più elementari idee socialiste e solidaristiche ha scavato a fondo, in questi anni. Il Partito a cui mi sono iscritto qualche mese fa non può essere la caricatura di un centrismo senza valori e senza convinzioni. Ecco perché è ora, com’è stato fatto da qualcuno in questi giorni -penso a Cofferati- che si faccia sentire e alzi la voce una nuova sinistra del PD; o comunque lo facciano tutte quelle e tutti quelli che vogliono, dopo anni di incertezze e di confusione, un PD di sinistra. Non estremo, non minoritario: una grande forza popolare che afferma i diritti di chi lavora.

5 Risposte a “Il PD deve scegliere”
  1. Giovanni Villani scrive:

    Ciao, Pietro, uso poco, anzi mai, il blog. Questa sera l’ho fatto perchè scorrendo la mia rubrica telefonica la mia attenziione è caduta sul tuo nome. Non ci vediamo dai tempi delle tue frequentazioni di Manfredonia e non ti mando un saluto da qualche festività scorsa. Se ricordi ci presentò Salvatore Mangiacotti: io sono quel medico primario che dirigeva e dirige i SerT del Gargano.
    Detto questo, ti aggiungo il mio grande piacere e scambiare qualche parola con te. Lo faccio rispetto al tuo intervento “il PD deve scegliere”.
    Sono d’accordo con te che il PD deve dire la sua. Se non lo facesse ci sarebbe prima di tutto da chiedersi ragione dlela sua funzione come soggetto POLITICO. La questione Mirafiori è una questione politica. Di politica del lavoro, di politica sociale, ma soprattutto di visione dei valori su cui si intende condurre una società.
    Sono ancora d’accordo con te sull’interpretazione della ragioni per cui il PD invece sceglie di non intervenire: “rispetto dell’autonomia sindacale”. Questo punto mi conduce però ad un discorso un po’ più vasto: quello degli atteggiamenti di poca chiarezza, forse addirittura di ambiguità, che certe divisioni interne portano ad assumere. Dicendo questo io sono portato a pensare ai tanti tatticismi, ai tanti silenzi, a tutto ciò che sta accadendo in Puglia tra il nostro Presidente regionale Vendola e il PD. Tatticismi e silenzi che, oltretutto, non fanno male solo al partito, ma non aiutano neppure gli interlocutori, i partner, gli alleati e quant’altro.
    Non sono invece d’accordo con te quando esprimi le ragioni per cui dovrebbe farlo: “se vuol essere partito del lavoro e dei diritti”. Non lo sono perchè mi sembrano un po’ poche per un partito quale soprattutto il PD.
    Vorrei intrattenermi ancora. Spero di trovare ancora altro tempo. Un caro saluto. Giovanni Villani

  2. rosa valentino scrive:

    era ORA
    Ma che si muoverà?…..speriamo non la spazzatura……che è l’unica cosa che oramai si mobilita in questo paese. Pietro hai firmato l’appello di LAVORO E LIBERTA’?

  3. Demata scrive:

    Tra le tante anomalie italiane, e solo in parte francesi, c’è che i partiti si occupano di ristrutturazioni aziendali ed i sindacati di programmi politici.
    E’ vero che, qui da noi, è tutto “molto particolare”; ad esempio i preti fanno finanza, le televisioni controllano la distribuzione commerciale, i soldati portano la pace, i docenti promuovono ignoranti, i delinquenti girano liberi.

    Sarebbe bello che qualcuno. prima o poi, iniziasse a fare una cosa normale: offrire diritti in cambio di doveri.

  4. donnakarmen scrive:

    Trovo spiritoso il commento di demata. Mi ci ritrovo in pieno. Mi domando dove sia finita la gente che dice queste cose, apparentemente ovvie, ma che è sempre più difficile ascoltare o leggere. Sento solo urlare, urlare, urlare. E questo modo di fare è stato imposto dai berluskones. E il capo gode… A suo tempo trovavo l’on. Folena un po’ saccente. Le vicende politiche, devo ammettere un po’ sfortunate, lo hanno riportato a dimesioni più umane. Meriterebbe di più, come tutti noi, ma si preferisce portare in Parlamento i tipi alla Calearo, Scilipoti, Razzo. Grazie al valterone ci ritroviamo al governo questa destra impresentabile. Avere visto su radio radicale il filmato dell’inaugurazione della mostra su Beccaria inaugurata dal Presidente Fini e da Pietro Folena, mi fa ben sperare. Una destra vera, seria, senza attricette e falsi obiettivi e una sinistra che non sia tutta “al caviale” come quella vista sabato scorso a Milano (Bonsanti, Eco e tredicenni manipolati).

  5. pietro scrive:

    grazie per gli apprezzamenti e anche per le osservazioni. con giovanni ci possiamo sentire sulle nostre mail (pietro@pietrofolena.net). mi fanno piacere in particolare i giudizi sul convegno alla Camera su Beccaria. il filmato è visibile sul sito camera.