Da Epolis di oggi

Né pessimismo, né ottimismo, ma realismo: questa
l’interpretazione del discorso di Napolitano sulle riforme
così largamente apprezzato. E questo realismo appare, come
minimo, di buon senso. Non si passa facilmente dal clima
barricadiero, da guerra civile a parole – con gravi
fenomeni di violenza vera che sfuggono ad ogni controllo –
a quell’idilliaca prospettiva di riforme che da più di
quindici anni è diventata, per l’Italia, come l’Araba
Fenice. E questo non tanto per il tempo: la storia ci ha
insegnato che, specie quando ci sono leadership illuminate e
generose (di cui in verità oggi siamo largamente privi),
grandi intese si fanno anche in poche settimane. Ma
piuttosto perché sembra pesare un duplice problema, uno
per schieramento. Sul centro-destra, com’è ovvio, il
retropensiero che la prima e la più importante delle
riforme sia  il salvacondotto per il premier: nessuno può
pensare di chiedere all’opposizione di aderire a questa
idea. Un conto, in una democrazia che funzioni, è mettere
l’azione del Governo al riparo dal circuito
mediatico-giudiziario: una procedura che, a fronte di gravi
e conclamate responsabilità del premier, attivi
un’azione di impeachment. Un altro è pensare di
barattare leggi ad personam sulla giustizia con le grandi
riforme costituzionali. Il secondo problema che grava sul
possibile dialogo è la presenza rumorosa e organizzata di
un’ala del Pd nostalgica del maggioritario, tragica
stagione di impoverimento politico e culturale: che ha
lavorato prima per spianare gli alleati a sinistra nella
convinzione sballata che in Italia fosse attuale il
bipartitismo, permettendo all’IdV di diventare un fenomeno
popolare e ingovernabile e consegnando il Paese a Berlusconi
con una maggioranza senza precedenti; e che ora contrasta
l’azione di Bersani e la cauta ma ferma volontà di
andare a delle riforme con un’idea di maggioritario
chiassoso e urlato, nell’occasione vagamente tinto di
viola. L’astio con cui questa parte del Pd si è
scagliata contro D’Alema –le cui parole possono o meno
essere condivise ma vanno rispettate- la dice lunga: quando
il dialogo era proposto da Veltroni e Franceschini era cosa
buona e giusta, oggi (come recita Repubblica, vera e propria
ideologa di questa componente) è un patto scellerato.
Tutto ciò spinge alla cautela. Con moderazione e con
intelligenza le forze autenticamente riformatrici dovrebbero
mettere in primo piano i contenuti: una sola Camera
politica, metà dei parlamentari, una legge proporzionale
alla tedesca, con quattro, cinque partiti, un governo in
grado di decidere e un Parlamento in grado di fare le leggi
e di controllare. Vedremo se il nuovo anno ci riserverà
almeno qualche piccola sorpresa. Adelante, con juicio.

Una Risposta a “I due macigni”
  1. red libertario scrive:

    innanzitutto buon 2010,caro folena ma quanto ti contraddici,sopratutto sul pd.mi piace leggere che la responsabilita’ del pd a vocazione maggioritaria fu un disastro sia per la sinistra sia per la enorme vittoria del centrodestra,ma sopratutto concordo con te “l’aver dato a di pietro una forza consistente”,tutto ok sino a qua,ma cosa c’entra invece poi parlare di d’alema,sembra che parli di un emerito sconosciuto,so bene chi e’ il personaggio,ero assieme a te e a lui nel pds e nei ds,per cui evita di fare lodi ad un uomo,ma che dico uomo ad un essere umano vissuto solo dalla politica e nella politica,dove e’ ovvio che ci si trovi alla grande,certo non condividevo veltroni,dal 1999,ma d’alema… azzo ci vuole coraggio nel solo pensare che tale personaggio possa rappresentare la storia dlla sinistra in italia.un personaggio immerso nel torbido ,dove l’unico suo obiettivo e’ stare on pole position,ti rendi conto di quello che sta facendo in puglia,dove purtroppo si spiana alla destra una possibile vittoria,e non dirmi che sono le nuove alleanze con l’udc ad essere la nuova prospettiva.piuttoso perche non notizi del pd che in sicilia da l’appoggio esterno a lombardo e micciche’.pensavo davvero che bersani ponesse freno a questo pd del piatto di lenticchie,ah quanto mi sbagliavo…e’ attratto golosamente da questo ,e il suo lider maximo ne e’ la peggior rappresentazione.folena non sarebbe ora che tale peronaggio andasse definitivamente in pensione ,quanto sarebbe libera l’aria dallo inciucio da lui rappresentato.