Da Epolis di oggi

Al di là di qualche umanamente comprensibile ottava di troppo, la battuta di Berlusconi (“il mio dolore non sarà stato inutile se sarà servito ad abbassare i toni”) racconta di un’opportunità importante, auspicata da Napolitano, che oggi è di fronte a tutto il sistema politico, maggioranza e opposizione. Da un tempo troppo lungo – l’abbiamo scritto su queste pagine fino alla noia – il clima guelfi/ghibellini, di guerra civile faticosamente e non sempre tenuta a parole avvelena la società italiana. E dall’inizio della vicenda Noemi ed escort (vero e proprio cavallo di battaglia editoriale de La Repubblica), preceduto e seguito dalle campagne ad personam – contro oppositori o esponenti della maggioranza in odore di eresia o contro l’allora direttore di Avvenire– da parte de il Giornale e di Libero (culminate nelle dimissioni di Marrazzo),  questo scontro frontale si è spostato sul massacro delle persone e delle loro garanzie individuali.

Sono un fiero oppositore di Berlusconi, e ho provato sincera e intensa emozione nel vederlo così in balia del gesto di un folle. Sabina Guzzanti ha scritto delle cose serie, sul suo blog. Ciò che invece ancora più del gesto di Tartaglia– che offre un quadro clinico sicuramente drammatico – colpisce, è l’odio largo e diffuso che le parti estreme dei due schieramenti hanno espresso, a partire dalla rete, dopo l’attentato. E ciò che ferisce un democratico e un libertario sono quei “ma” che troppi, anche da pulpiti importanti, hanno aggiunto a parole retoriche di condanna.E ciò che ancora ferisce un democratico e un libertario è il pretesto che si coglie per limitare la libertà di informazione – non di diffamazione -, e di espressione del proprio pensiero, anche il più radicale e meno convicente.

Se una fase nuova si può aprire, la riflessione critica, dopo il fatto di domenica, riguarda tutti. Bersani si è mosso con coraggio e determinazione. Casini ha parlato da leader dell’opposizione che si candida a governare. Fini ha rappresentato un contrappeso agli estremisti del Pdl, per lo più signori di una certa età, da cui non ci si aspettano uscite tanto irresponsabili e rumorose. Ma è Berlusconi in prima persona, quando si sarà pienamente rimesso, a poter contribuire in modo decisivo alla fine di una demonizzazione per cui ogni opinione diversa è comunista e violenta.

Commenti chiusi.