Da Epolis di oggi

Viene da pensare: Di Pietro e la marcia dei quaranta hanno sbagliato destinazione. Logica vorrebbe, in qualsiasi democrazia, che una forza d’opposizione protestasse contro il Governo, le sue leggi, le sue norme. No: nell’ossessione demolitoria contro gli eredi della sinistra storica – curiosamente non molto dissimile dall’ossessione del cavalier Berlusconi – Antonio Di Pietro, guidato dal sen.Pedica, manifesta contro Napolitano. Anzi, in uno stile da pubblica accusa, con una lettera aperta lancia un durissimo attacco al Capo dello Stato. Il fatto che a quest’appello rispondano quattro gatti dovrebbe far riflettere il tenace ex pm molisano.

L’attacco a Napolitano muove da un impulso presidenzialista. Si vorrebbe un Presidente che comanda, bel lontano da quella figura di garante disegnata dalla Costituzione: e da Pertini in poi, per giungere all’attuale inquilino del Quirinale, interpretata in forma attiva e partecipe. Un garante che dice la sua, che cerca di evitare lacerazioni istituzionali, che rinvia alle Camere leggi palesemente incostituzionali o che richiama il Governo a  correggere errori in testi che non può respingere.  In questo senso l’Italia dei Valori è figlia del quindicennio berlusconiano, ne ha assorbito un modo di pensare, ed è lontana anni luce dalla cultura istituzionale e  costituzionale della Repubblica.

Giorgio Napolitano non ha bisogno, per la sua storia e per la sua opera, di avvocati difensori. Di lui ha fatto uno degli elogi  più emozionanti Barack Obama, in occasione della recente visita al Quirinale durante il G8. E anche nelle circostanze citate da Di Pietro, fermo restando il diritto sacrosanto di critica, e i dubbi che possono sorgere di fronte a decisioni che spettano solo a lui, e che non possono essere oggetto di condizionamenti o di pressioni, il Presidente è stato fermo e rigoroso. Soprattutto, agli occhi di larga parte dell’opinione pubblica, e non solo di quella antiberlusconiana, rappresenta  il baluardo di una concezione democratica contro ogni avventura.

Certo: non si possono liquidare milioni di elettori che hanno votato Di Pietro, e occorre percepire la radicalità di una domanda di pulizia e di cambiamento. Ma questo giovane partito deve ora scegliere cosa diventare: lo specchio del berlusconismo, o una forza aperta e unitaria che aiuti il rinnovamento del centrosinistra e della politica. Il triste corteo contro Napolitano non fa ben sperare.

Una Risposta a “L’IdV ad un bivio”
  1. carmine romanelli scrive:

    gentile sig.Folena,
    sono elettore IDV (per fortuna exPDS), le scrivo di getto non me voglia xchè il tempo stringe. Lei ex DS non è stato eletto nell’ultima legislatura e qualche motivo ci sarà, Di Pietro e il partito IDV viene attaccato tutti i giorni soprattutto da IL GIORNALE esattamente come avveniva con FALCONE(suo amico)da parte della istituzione dell’epoca poi è stato ammazzato, lui non l’ammazzano perchè io sarei il primo a prendere il fucile se accadesse. Le ricordo che Ciampi almeno per 2 volte ha rigettato le leggi fatte da Berlusconi alle Camere. Il presidente Napolitano(vedere suo corriculum),credo che in fondo sia un buono, non certo un coraggioso, un combattente come lo sono state tante personalità politiche tipo Saragat, Pertini e lo stesso Ciampi gente con le palle che non avrebbe mai fatto passare leggi tipo queste riportate:
    il Lodo Alfano che consente l’impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?
    Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati?
    Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?
    Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?
    Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?
    tratto dal blog. di Grillo.
    Provi sig. Folena, la prossima volta a candidarsi con il PDL sicuramente verrà eletto con la sua questa lettera a Epolis contro L’IDV e i suoi 4 gatti, lei si è messo in evidenza qualcuno la chiamerà , Capezzone ex Radicale, non ha avuto scrupoli ora è portavoce e portaborse del PDL e soprattutto lavora poco e ha un corposo stipendio.
    Per finire, lo slogan dell’IDV è ” per il cittadino” ovvero sto con il popolo, a fianco a lui per difendere la democrazia, il lavoro e contro la dittatura.
    Grazie per l’attenzione… Carmine