Da Epolis di oggi

 

L’effetto-Lega sul Governo ha avviato una spirale che non si sa bene dove possa andare a parare. Mentre la Procura di Verona sta indagando sulle Guardie Padane, e anche l’attuale titolare del Viminale è chiamato in causa per la decisione di armarle , di giorno in giorno la Lega, memore della lezione di Andreotti che governava la DC avendo una corrente di minoranza, decide la musica, impone lo spartito, detta i tempi della maggioranza. E così, in un crescendo che ha lasciato sconcertati la Conferenza Episcopale e il Vaticano, l’Italia sta assumendo il profilo del paese più xenofobo d’Europa. Per conquistare i voti, Maroni e Bossi usano il Viminale contro gli stranieri. Per non farseli strappare da Maroni e Bossi, Berlusconi copre la Lega in questa deriva senza precedenti. Così l’Italia riconsegna i migranti dei barconi – una piccolissima minoranza dei clandestini – alla Libia, senza pietà neppure per bimbi e donne in gravidanza. E così Milano antifascista, medaglia d’oro della Resistenza, si fa conoscere nel mondo per la proposta della Lega di posti riservati ai milanesi doc. Quest’ondata xenofoba, di cui la maggioranza elettoralmente pensa di giovarsi alle prossime elezioni, sta corrodendo i sentimenti democratici del Paese. Il Quirinale ha sentito il dovere di dare uno stop fermo e duro. Ma non ci si può nascondere che il problema sta nel deserto culturale della politica italiana. Anche nelle forze progressiste e di sinistra, si è fatta strada l’idea che, sì, forse la Lega esagera, ma in fondo bisogna assumere politiche restrittive e punitive. Nel Pd, per fortuna contrastato da molti dirigenti, il sindaco di Torino guida una piccola Lega sabauda. Torna in mente il disprezzo di tanti benpensanti piemontesi quando negli anni cinquanta, sessanta, settanta migliaia di calabresi, siciliani, pugliesi, meridionali emigravano dalle loro terre lì. Ma anche chi contrasta quelle politiche della destra, sembra essere mosso da un impaccio. Cosa ci vuole a dire che iI Governo ha tagliato 6500 poliziotti nei prossimi tre anni? Che aiuta le ronde e penalizza le forze dell’ordine? Cosa ci vuole a dire che senza i lavoratori stranieri l’Italia non avrà futuro e non potrà far funzionare il fisco e la previdenza? E a considerare che certe posizioni – come quelle di Maroni – creano seri problemi di ordine pubblico? Il confine tra sinistra e destra in verità già oggi si sta ridisegnando. Non arrivo a proporre uno scambio tra Chiamparino e Fini, ma la sinistra tornerà a vincere solo se smetterà di scimmiottare l’avversario.

Pietro Folena

2 Risposte a “La lega sabauda”
  1. lino scrive:

    Caro Pietro la serietà di un partito si vede quando mantiene le promesse fatte in campagna elettorale, lil centro destra, fra i vari punti del programma, aveva anche l’mpegno per porre fine all’immigrazione clandestina e questo sta cercando di fare, quindi non griderei allo scandalo, si sta dimostrando affidabile sulle promesse fatte.
    merce pittosto rara in questi ultimi anni.
    da parte mia, sulla base delle promesse fatte in campagna elettorale son riuscito a votare anche per rifondazione, che prometteva di tutelare le fasce più deboli ( compresi lavoratori dipendenti) regolarmente, impegno non mantenuto.
    per la prima volta un partito, ( la lega ) costringe anche gli alleati a tener fede agli impegni presi, e questo gli fa onore.
    in democrazia, si va a votare sulla base dei programmi, ciò permette all’elettore di confrontare le proprie idee con quelle dei candidati e dove uno ci si ritrova di più vota. Se siamo d’accordo su questo punto, bisogna smettere di gridare al lupo, l’italia, la maggioranza degli italiani democraticamente gli ha dato l’incarico di respingere i clandestini. punto e basta.
    Riguardo ai meridionali che non erano ben visti dai piemontesi negli anni 60, se mi permetti sono confronti da comare.
    relativamente alla richezza che porterebbero gli extracomunitari, se sei così convinto prendine molti in casa tua, diventerai miliardario in pocco tempo.
    gli unici che si arrichiscono sono gli imprenditori che lasciano gli Italiani e prendono questi pagandoli con i tappi di birra.
    e smettiamola di dire che gli italiani certi lavori non li voglio fare, certo che se un meridionale deve andare a Milano per 700 euro, (più o meno quello che danno agli axtracomunitari) non ti dico cosa si devono mangiare per vivere, a meno che non iniziamo anche noi italiani a vivere in 50 in un appartamento, tu la porteresti la tua moglie a vivere con altre 10 famiglie?
    altro punto fondamentale, ovunque vi siano mussulmani e catolici insieme la guerra civile e sempre in fermento
    credo che se questi signori arrivassero come si conviene e si comportassero altrettanto si potrebbe anche discuttere ma la loro intolleranza è tanto grande quanto la loro prepotenza.

  2. antonio castriotta scrive:

    caro pietro,

    completamente d’accordo con la tua lucida diagnosi, compreso soprattutto il richiamo alla povertà culturale della sinistra italiana; un po’ meno sulla terapia.

    Ci vogliono i mezzi di informazione per dire che il governo ha tagliato 6500 poliziotti, e non basta dire che gli extracomunitari garantiranno nel futuro le pensioni per quella stessa gente che oggi li vorrebbe mettere in un angolo buio. Bisogna riuscire anche a farlo comprendere ad un popolo che, pure campione del mondo di calcio, non eccelle nella stessa misura in quanto a fosforo.

    Pilato fece scegliere al popolo tra gesù di nazareth e il ladrone barabba e vinse barabba. Dev’essere per questo motivo che la Costituzione (ogni tanto le maiuscole ci vogliono) non consente il referendum su questioni fiscali e su trattati internazionali. Il populismo, a leggere la Carta, non dovrebbe mai più essere un problema italiano. Cosa è successo dunque?

    La legge mammì creò un ulteriore potere dello stato, non previsto dalla Costituzione, alla quale se proprio vogliamo fare le pulci, possiamo addebitare la colpa di non aver visto quello che del resto molto pochi intuivano sarebbe poi successo.

    Fu poi praticamente abolito il voto segreto in parlamento con grave nocumento per il non vincolo di mandato, grande garanzia quest’ultima di democrazia e di libertà. Poi queste due parole le vediamo scritte sul simbolo di quel rutelli che ha pasticciato il Titolo V e che oggi addirittura fa compagnia a quel torinese che dici tu, se non ricordo male eletto a causa di un infarto in campagna elettorale.

    In ultimo l’esproprio del voto popolare. Gravissimo. Che consente, con molta coerenza bisogna riconoscere, al sultano di hardcore di prefigurare un parlamento in cui votino soltanto i capigruppo in ragione del loro peso elettorale.

    Dissento inoltre da chi dice: è stato democraticamente eletto dal popolo, cioè praticamente dissento da quasi tutti e qui si rivede il concetto di minoranza assoluta che mi accompagna e che, avendoti conosciuto, vedevo anche in te.
    Intanto c’è sempre più bisogno di ripetere che il presidente del consiglio non si elegge. Lo nomina il presidente e non necessariamente in base ai risultati elettorali. Fu scalfaro, che pure sedeva ai banchi della costituente a nominare uno innominabile e questo sarà scritto sui libri di storia (temo non su quelli italiani). Inoltre:

    nel ‘94 nel collegio milano1 erano contrapposti gianni rivera e silvio berlusconi. Solo che sulla scheda c’era scritto Berlusconi Presidente e di gianni rivera invece nessuna traccia sulla scheda.

    “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza” senza nemmeno scomodare l’art.3.

    Ma rivera non fece ricorso, finì alla difesa. Forse nemmeno di calcio siamo poi così tanto esperti.

    Un paio di altre considerazioni:
    La demonizzazione dell’avversario non ha mai creato un martire che sia piaciuto al pubblico. Alla gente piacciono i vincenti e quasi mai ci si appassiona per le vittime.
    Il primo caso di demonizzazione dovrebbe far riflettere. Ci sono più chiese dedicate a lucifero o al suo demonizzatore?

    Per tornare alla questione sabauda: non credi anche tu che il simpatico marchionne, in cambio del salvataggio dell’industria dell’auto americana, possa aver chiesto ad obama di fare in modo in un futuro prossimo di creare le condizioni in italia perchè montezemolo faccia il primo ministro?

    antok.