Da Epolis di oggi


Il peccato d’origine del ddl sulla sicurezza? Un sistema di norme che tende a proporre allo straniero immigrato in Italia una sorta di percorso a ostacoli da superare per restare in questo Paese piuttosto che regole chiare verso un’integrazione da ricercare per convenienza e per convinzione”. E’ difficile non dare ragione all’Avvenire, quotidiano dei vescovi, sull’obbrobrio che sta uscendo dalle aule del Parlamento. Il punto, per la maggioranza di Governo – escluse le nuove componenti liberali, guidate da Fini e dalla Mussolini – , non è garantire la sicurezza ma acchiappare voti e fabbricare paura. Poco importa che, come denunciano i sindacati di polizia, anche quelli prossimi al Governo, non ci siano i soldi per la benzina delle volanti, e gli agenti abbiano un trattamento economico inadeguato. Per queste ragioni il ministro Maroni e la Lega volevano le norme anticlandestini, e le volevano questa settimana: dalla follia giuridica del reato di immigrazione clandestina, che trasformerà in delinquenti tutti i datori di lavoro che, sbagliando, ma questa è la realtà, assumono lavoratori non in regola, alle norme che costringono i funzionari pubblici a denunciare i clandestini. La rinuncia in extremis all’articolo incostituzionale che istituisce nelle scuole i dirigenti-spia, costretti a intervenire quando viene iscritto un bambino di una famiglia immigrata non in regola, non deve ingannare: come Franceschini ha detto giustamente, lo spirito di queste previsioni è quello delle leggi razziali, e la possibilità che queste e altre norme rientrino come conseguenza dell’istituzione del reato di clandestinità è assai elevata. Sono in gioco i principi della Costituzione del ‘48, che avevano animato la lotta partigiana e la Liberazione dell’Italia. Il ricorso al voto di fiducia, la sconfitta su un emendamento relativo alla banca del DNA, la vittoria risicata – di pochi voti – sulla previsione pazzesca del prelievo forzoso di materiale genetico anche a chi non è indagato, dicono che il centrodestra è nervoso su queste norme. Ma è ora che la sinistra faccia sentire i suoi ideali e i suoi valori: difendere sempre la gente da chi compie reati, combattere sempre l’intolleranza che germina il razzismo. A Franceschini dico: non basta la battuta elettorale di un momento. Fate sentire al popolo italiano una posizione più coraggiosa e più europea. La benzina per le volanti ne è il primo fondamento irrinunciabile.

Pietro Folena

2 Risposte a “la fabbrica della paura”
  1. red libertario scrive:

    caro folena rimango sempre piu’ sconcertato del tuo auspicio su franceschini e sulla sua impossibile rappresentanza della sinistra.ora non sta a me giudicare che tu possa fare le scelte che vuoi,ma per favore non sciroppare l’impossibile agli altri.il pd rimane oggi una formazione a cui chi si richiama con ideali della sinistra non rivolge neanche un minimo sguardo,poi e’ vero se uno crede che le scelte debbano essere fatte in base al contenitore o ai suoi voti,benissimo la faccia questa scelta ,ma che sia chiaro non e dettata da motivi ideali,presuppongo da altro.

  2. Anonimo scrive:

    mi sai che forse sei red ma sicuramente poco libertario. ma chi ti ha detto, e dove ho scritto che sostengo o voto il pd? trovo invece che sia cieco negare la giustezza di una posizione. nell’articolo in questione, se lo hai letto, polemizzo col pd dicendo che non basta la battuta di un momento. tutto questo se ti interessa discutere nel merito.