Da Epolis di oggi

Nell’Italia in cui si prendono le impronte ai bimbi rom non si poteva realisticamente immaginare una conclusione diversa del processo di primo grado agli uomini delle forze dell’ordine responsabili di brutali pestaggi e torture alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto nei terribili giorni del G8 di Genova. Ingiustizia è fatta. Certo: un garantista aspetta di leggere le motivazioni della sentenza. Un liberale ha fiducia nel secondo grado. Un democratico non delegittima mai la magistratura, anche di fronte a sentenze che ricordano la Prima Repubblica, quando in galera andava chi scioperava e le violenze istituzionali erano totalmente impunite.Ma in questo caso non si trattava di un processo indiziario. E’ infatti notorio –le immagini sono state viste da milioni di persone nelle tv di tutto il pianeta- il crimine che è stato compiuto. Ne sono conosciute le dinamiche, ne sono evidenti le responsabilità. Rimanevano da accertare alcune circostanze e molte responsabilità specifiche.E così quella generazione che chiedeva più giustizia nel pianeta non ha avuto giustizia per le violenze gratuite e brutali e per le torture che ha subito. Cosa può coltivare nel proprio animo in termini di disillusione, di disincanto, o persino di sfiducia nelle istituzioni? Il Parlamento, anche quando governava il centrosinistra, ha rifiutato di approvare l’istituzione di una Commissione di inchiesta. Figuriamoci ora se questo Parlamento, come dovrebbe fare proprio alla luce della sentenza di Genova, è capace di cambiare opinione. Mi sono sentito chiedere giustizia e verità qualche tempo addietro in un’aula universitaria gremita non di no-global ma di poliziotti che studiano per migliorare la propria condizione. Sono gli eredi di Di Vittorio, che insegnava ai braccianti che i poliziotti erano lavoratori come loro, e di Pasolini che, dopo Valle Giulia, parlò di loro alla generazione del 68. Li ho visti a Melfi, davanti alla FIAT, durante una dura e lunga lotta operaia, dopo una prima carica ordinata dall’alto, parlare con i loro fratelli in fabbrica. La polizia, in una democrazia, è civile, considera il ricorso alla forza un’extrema ratio, non tollera soprusi. I politici che in Italia hanno coperto la verità o persino incitato alla violenza nei giorni del G8 si sono resi responsabili del clima che oggi ha condizionato i giudici di Genova.

Una Risposta a “Ingiustizia è fatta”
  1. OHMADRE scrive:

    stasera organizzo una cena a casa.faccio uno spaghettino aglio e olio,un pò di insalata e un pò di affettati..portate il vino!!!