da Epolis di oggi

Come possono stupirsi – perfino indignarsi – Maroni e Frattini della risoluzione votata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo che invita il Governo Italiano a non procedere al rilevamento delle impronte ai rom, e in particolare ai bimbi? Solo chi è a digiuno di storia del 900 o chi ha memoria corta, poteva pensare che le istituzioni europee non avrebbero reagito a una misura razzista. Addirittura il Ministro Ronchi ha parlato di una delle pagine più buie delle istituzioni europee. Ha ragione, perché il Governo di cui fa parte è un’istituzione dell’Ue. Il continente che ha conosciuto i pogrom e poi lo sterminio di massa degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali e dei militanti della sinistra, il continente che ha conosciuto le dittature staliniste e in cui vivono milioni di cittadini Ue di etnie rom, sinti e altre nomadi non può accettare questa misura agghiacciante, accompagnata dal pogrom di Ponticelli organizzato dalla camorra. Lo stesso sindaco Alemanno avverte – forse perché alla guida di una grande metropoli non può fare propaganda – che le impronte non sono la strada giusta. È ora di lasciar perdere la demagogia. Se in Italia il 48% della popolazione dichiara – Eurobarometro – che non vuole vicino i rom, è perché altrove le politiche pubbliche hanno dato ai nomadi case e risolto i problemi materiali di scuola, salute, servizi; da noi invece i campi in cui vivono parte di questi popoli sono indegni di una nazione civile. L’Italia deve imboccare la stessa strada: valorizzare la cultura e le tradizioni di queste etnie, garantire servizi essenziali, a partire dall’istruzione, e contrastare la delinquenza non col marchio delle impronte ma con la forza della legge (e non certo bloccando i processi per una serie di reati). Maroni, Frattini, Ronchi: non fate l’errore di urlare al complotto europeo. Ascoltate i vostri colleghi, anche di centrodestra, di Romania e Ungheria. Rinunciate al bottino di qualche voto facile contro i rom e osate quello che in Italia non si è mai osato: pensare che nel 2008 non si può vivere in campi come quelli che con fatica tolleriamo, a condizione che siano lontani da casa nostra. L’Europa dei popoli – non quella delle burocrazie – vi applaudirebbe. Almeno, ora, date retta al sindaco di Roma. Fermate questa campagna. Non dite a chi sta male che la colpa è di chi sta peggio.

Una Risposta a “Fermatevi!”
  1. Alessandro Arrigoni scrive:

    Pietro come mai scrivete sempre cose del genere “Il continente che ha conosciuto i pogrom e poi lo sterminio di massa degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali …” e vi dimenticate di dire SEMPRE che Hitler e i suoi hanno iniziato la sua attività di sterminatore di massa con i bambini (mentalmente) disabili della Germania degli anni ‘30?
    Vi dimenticate sempre una categoria. Come mai?
    A.A.