Alcuni pezzi di una mia intervista su Articolo 21.

“Sono stato il relatore di quella legge (ddl Gentiloni sulla tv, ndr) e ne conosco, come si suol dire, vita, morte e miracoli (mancati). Posso dirti che sono certo che qualsiasi schieramento, sia il Pd o il Pdl, non porterÓ a termine quella riforma. Il Pdl per motivi fin troppo ovvi. Il Pd neppure perchÚ in quel partito sono fortissimi i settori che non vogliono scomodare Berlusconi, il conflitto di interessi, le sue tv… Basti pensare alla vicenda in questa legislatura: la Gentiloni era pronta, ma non Ŕ mai stata portata in aula, nonostante gli appelli miei e di Michele Meta, nonostante le pressioni dello stesso ministro Gentiloni. Non so perchÚ questo Ŕ accaduto. Non voglio muovere accuse a questo o quello. Ma il clima generale sul ddl Ŕ stato molto pesante… il governo non ha mai chiesto ufficialmente, nella capigruppo, di calendarizzare il provvedimento nonostante le dichiarazioni verbali del presidente del consiglio. Ovviamente spero che le cose possano cambiare la prossima legislatura, ma il passato Ŕ questo, e il passato depone a sfavore delle speranze future.

“Credo che Walter Veltroni sia convinto della necessitÓ di una riforma, lo Ŕ sempre stato, ma le sue posizioni non sono radicali. Su questi temi il Pd Ŕ muto. E’ difficile rintracciare Marco Follini… Tutti si sono scatenati contro Di Pietro, perchÚ ha detto che bisogna togliere due reti a Berlusconi. Io avrei detto, ok, iniziamo da una, vediamo gli effetti sul mercato e sul pluralismo. Invece non mi pare di aver sentito questo…”

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