Invito tutti a leggere questa intervista di Massimo Calearo, neo candidato del Pd e presidente di Ferermeccanica, in cui dice che l’articolo 18 si può abolire.

Inoltre un bel video da Ballarò in cui Calearo dice di ringraziare “San Clemente Mastella” per aver fatto cadere il governo.

Il “ma anche” non funziona…

8 Risposte a “Il Pd vuole abolire l’articolo 18? E Calearo chiama Mastella “santo””
  1. Anonimo scrive:

    E’ giusto che sia Cofferati e non Calearo a farlo…giusto per coerenza!
    Magari il tutto verrà annunciato con uno storico comizio al Circo Massimo..
    chissà…

  2. impiegati statali scrive:

    STIPENDI DA FAME NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!

    Come risolvere il problema salariale?
    Dove reperire i fondi per equiparare la retribuzione del pubblico impiego alla busta paga dei travet “europei”?

    Siamo sì entrati in Europa, ma lo stipendio di un impiegato ed il suo potere d’acquisto è stato dimezzato dall’entrata in vigore dell’EURO!

    * Un pubblico dipendente che prima guadagnava 2.400.000 LIRE, oggi percepisce una busta paga di 1.200 Euro!

    * Un chilo di pane che prima costava appena 1.000 LIRE, oggi costa 3 EURO!

    Con l’EURO si è registrato un caro prezzi incontrollato, ingiustificato ed in continua escalation: il costo della vita è raddoppiato se non triplicato o addirittura quadruplicato, come in moltissimi casi!

    Alcune categorie, quelle delle “buste paga”, si sono impoverite, ma “altre” si sono arricchite!

    Non se ne può davvero più!

    I rinnovi contrattuali – proposti dalle organizzazioni sindacali di concerto con i vari governi che di volta in volta si susseguono alla guida del Paese – sono a dir poco “ridicoli”!

    Ma come ridare dignità ai dipendenti della Pubblica Amministrazione senza mettere le mani in tasca agli italiani e senza incidere negativamente sul bilancio dello Stato?

    Ecco la nostra proposta per portare lo stipendio di un dipendente pubblico (posizione economica di riferimento B3) dagli attuali 1.200,00 euro ad una retribuzione di 1.700,00 euro al passo con il costo della vita e secondo gli standard comunitari:

    abrogazione di una delle due Camere parlamentari;
    abrogazione delle Prefetture;
    abrogazione delle Province;
    abrogazione di enti ed uffici obsoleti;
    abrogazione di commissioni e sottocommissioni;
    abrogazione dei sottosegretari nei ministeri;
    abrogazione delle consulenze esterne;
    abrogazione del lavoro straordinario;
    abrogazione delle indennità “speciali”;
    abrogazione di distacchi e comandi;
    abrogazione delle spese di rappresentanza;
    stipendi uguali per “tutti” i lavoratori statali.

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  3. impiegati statali scrive:

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    MA COME VOTERANNO I LAVORATORI DIPENDENTI?
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    Il Sole 24 ore ha pubblicato un sondaggio sulle intenzioni di voto dei lavoratori dipendenti italiani, sia pubblici che privati.
    Dalla rilevazione emerge che fra i dipendenti pubblici ottiene molti più consensi il Partito democratico, mentre fra quelli privati vince di poco il Popolo delle libertà.

    La differenza è dovuta soprattutto alla scarsa popolarità di cui gode il partito di Berlusconi nel mondo pubblico.
    La somma di Pd e Italia dei Valori ottiene più o meno la stessa percentuale di voti in entrambi i settori (40,5% nel pubblico contro il 39,5% nel privato).

    Invece l’alleanza berlusconiana è forte fra impiegati e operai delle aziende (41,8%), ma è debolissima nelle amministrazioni statali e locali (34,1%).
    Il fenomeno riguarda sia il Pdl (5% di voti in meno nel pubblico rispetto al privato)
    sia la Lega (-2,5%).

    I voti che Berlusconi perde fra i pubblici si ridistribuiscono fra gli altri partiti:
    la Sinistra arcobaleno prende il 9,5% (mentre fra i privati si ferma al 7,5%), l’Udc il 6% (contro il 4,5%).

    Questo sondaggio non fa che confermare altre precedenti rilevazioni dello stesso tipo. Già nel 2006 diverse ricerche avevano rilevato la preferenza di statali e affini per il centrosinistra.
    Insomma, volendo semplificare, ma semplificare parecchio, si potrebbe giungere alla rozza conclusione che lo statale è di sinistra.

    D’altra parte in un parlamento dove si apprestano a “RI”fare il loro ingresso Imprenditori, Economisti, Magistrati, Prefetti, Giornalisti, Avvocati, Medici, Ingegneri e… Veline è davvero difficile, molto difficile per un… “LAVORATORE-DIPENDENTE E SENZA CASTA” affidare il proprio voto a chi, invece, una sua bella “casta” già ce l’ha a rappresentarlo!

    E’ difficile, davvero molto, ma molto difficile per un DIPENDENTE decidere di far… DIPENDERE le proprie sorti da un voto consegnato ad una di queste “caste”!

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  4. michele scrive:

    io mi candido al primo posto in puglia ma anche parlo di coraggio.

  5. michele scrive:

    io faccio il sottosegretario del governo prodi ma anche lo critico

  6. michele scrive:

    la mia candidatura nella SA ha provocato molti mal di pancia ma anke mal di testa

  7. Pietro Folena scrive:

    @michele. le tue contumelie mi colpiscono ben poco. Prima di tutto ti informo che non sono sottosegretario, quindi prima di scrivere informati. In secondo luogo, essere capolista in Puglia non assicura affatto l’elezione. Occorre superare l’8% che non è una cosa scontata.
    In terzo luogo io di Veltroni sono davvero amico, come sanno tutti, tranne tu, ma forse non leggi i giornali. L’amicizia però non significa condividere le idee.
    In quarto luogo, se questa è il senso di militanza del PD, cioè attaccare gli ex alleati e non gli avversari, allora passi in avanti non ne vedo. E’ il solito istinto stalinista, cambia il nome, si butta il bambino, ma rimane l’acqua sporca.

  8. lello scrive:

    Contumelie,militanza nel PD,stalinista…io a volte rimango colpito da quanta arroganza caratterizza questi politici.A chi le muove delle critiche dovrebbe sapere rispondere e non mi pare corretto questo atteggiamento distaccato che dimostra ancora una volta il grado di arroganza a cui una certa parte dei nostri politici è arrivata.Esprimo il mio appoggio a michele.Si vergongni!