I monaci e le monache birmane, le cui proteste pacifiche sono state così duramente colpite dal regime, sono un esempio di come la lotta nonviolenta possa mobilitare le coscienze del mondo.
E’ una lotta straordinaria, con un valore morale altissimo, simile a quelle che hanno liberato l’India sotto la guida di Gandhi.
La differenza, però non sfugge. Allora si trattava di combattere contro i colonizzatori inglesi, contro un governo che, nel proprio paese, assicurava libertà più di tanti altri paesi europei.
Ora, invece, parliamo di una lotta contro un regime sanguinoso, che tiene reclusa da 17 anni Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace, e non disdegna di sparare sulla folla.
Nonostante ciò, la nonviolenza rimane l’unica risposta, così come ci insegnano i monaci buddisti.
Nonviolenza però non significa impotenza, al contrario di ciò che molti, anche in settori di centrosinistra, pensano.
Nonviolenza vuol dire al contrario impegno attivo. Significa mettere la giunta militare di fronte alle sue responsabilità da parte della comunità internazionale.
Significa agire. Anche se l’Onu è bloccata.
Significa capire che le Nazioni Unite non possono rimanere organizzate come lo sono oggi, schiave di un consiglio di sicurezza in cui i veti bloccano qualsiasi decisione. Una riforma dell’Onu è ormai la priorità ineludibile.
L’Unione europea e anche noi, dobbiamo smetterla di tollerare ciò che accade in Russia, ciò che accade in Cina, non a caso oggi a fianco della dittatura del Myanmar.
Similis cum similibus.

5 Risposte a “Birmania, la nonviolenza è la risposta più forte”
  1. Nicola Monteleone scrive:

    Sono scioccanti le immagini che giungono dalla Birmania. Come quelle dell’uccisione del fotoreporter giapponese che, fino all’ultimo, ha svolto il suo lavoro per testimoniare la brutale violenza del regime.
    Nessuno interviene?
    Niente petrolio da quelle parti?

  2. Francesco Stablum scrive:

    Mi auguro che il governo faccia qualcosa di concreto in proposito ed attivi canali di diplomazia per far pressione sul regime birmano.

  3. Angelo scrive:

    Gentile onorevole, leggo nei siti sindacali che con la finanziaria che il governo e quindi Ferrero ha approvato ci saranno tagli negli organici delle scuole. Potrebbe farci sapere di più? Sa se passa come l’anno scorso la linea Schioppa-Fioroni per aumentare il rapporto alunni/docenti non credo che questa volta il personale della scuola starà a guardare e soprattutto non credo si fiderà più di partiti come rifondazione. Rimaniamo in attesa!!!

  4. saigon scrive:

    massa critica in solidarietà al popolo bimano a Torino, Piazza del municipio 6 ottobre ore 16
    !http://piemonte.indymedia.org/cache/imagecache/local/attachments/oct2007/460_0___30_0_0_0_0_0_massa_burma.jpg!

  5. GAVIOTA scrive:

    AVANTI PASSARE DELLE PAROLE AI FATTI, FINIAMO TUTTE QUESTE REGIME, DITTATURE O COMO VOLETE CHIAMARLI.
    Aituteci a toccare la democrazia!!!! BIRMANIA-CUBA-CINA—