E’nata, dopo mille travagli. Qui di seguito il testo del mio intervento sabato mattina. Oggi grandi emozioni con Occhetto, Tortorella e Bertinotti.

L’altro giorno, all’indomani dell’audizione in Parlamento di Stallman e Perens –guru del software libero-, un ragazzo, tecnico e partecipe di questi movimenti per la condivisione della conoscenza, mi ha detto: “onorevole, a noi dello scalone non importa nulla, finché saremo trattati come schiavi nel lavoro, nella ricerca, nel praticantato delle libere professioni”. Ho reagito, evidentemente. Ma questo scollamento, o la sua altra faccia, quello della solitudine operaia arrabbiata per lo scalone, per il salario e per la vita, sono cresciuti oltre ogni misura. La distanza tra la rappresentanza e la vita si tramuta in rancore sociale, persino in odio.
E’ la febbre di questa malattia che ci deve turbare,e deve dare significato a questa prima grande fondazione plurale di oggi e domani. Saremo all’altezza –tutti noi – se ai nostri nomi propri (il più importante: Sinistra) restituiremo nelle pratiche concrete il senso della giustizia e della libertà, che tiene insieme, perché la lotta è una, salario e alienazione, precariato e nuovo lavoro intellettuale, pace e diritti civili, clima e qualità del vivere. Oggi il popolo dei senza voce, degli invisibili, degli inascoltati, è invece una maggioranza sociale e civile. Oggi la rappresentanza –non solo nella sua forma politico-parlamentare- tende nella sua maggioranza ad essere, sì, casta. “E con chi dovrei parlare io? Con gli straccioni?” sbotta un dirigente del partito democratico. Qui c’è il segno di classe di quanto avvenuto nella rappresentanza politica. Si può certo domandare a Sposetti se i veri straccioni non sono proprio quei signori del capitalismo rampante che hanno messo in ginocchio l’Italia e impoverito il lavoro, e che hanno provato a mutare geneticamente la grande storia del mutualismo e del cooperativismo italiano. Ma rimane per noi la domanda: sappiamo parlare, ascoltare, anche solo vedere gli straccioni? E poi il lavoro manuale –visto in modo razzista- nelle sue mansioni più umili e faticose assegnato ai migranti? E poi le teorie di pulmini che attraversano settimanalmente la penisola per portare il lavoro nei cantieri? E poi l’impossibilità per una donna che lavora, precaria, di pensare, con questi affitti e senza servizi, di diventare madre? La narrazione è infinita, è l’inchiesta sulla società italiana che la Sinistra, come primo atto costituente, deve promuovere, indagando, domandando, fotografando, filmando, registrando. Narra anche le mille tattiche che nel quotidiano l’individuo inventa e produce per difendersi, malgrado tutto, mostrando la forza meravigliosa della irriducibile libertà umana.
Esistere è essere visti, ha scritto Borges. Nella società tecnocratica di oggi, che ha messo l’immagine al posto dell’etica, è sempre più vero. Attenzione: questo vuoto, accelerato dalla formazione del Partito Democratico, non si riempie automaticamente. La crisi è più profonda. Riguarda le nostre parole. La nostra cassetta degli attrezzi. La nuova destra radicale, il sarkozismo trionfante, registra la fine di un compromesso sociale, dei contratti collettivi di lavoro, dell’efficacia del welfare. E propone al lavoro di essere beneficiato individualmente,a patto cioè che rinunci alla pretesa sovversiva–origine della storia del socialismo ottocentesco- che tutti gli esseri umani siano eguali, e cioè di affermare collettivamente i propri diritti. Le sue parole entrano nel nostro corpo.
Le classi dirigenti cavalcano l’antipolitica. Le nazioni rischiano di divenire coordinamenti di imprese gestite da tecnici che doppiano o rimpiazzano i politici di un tempo. Noi fermeremo questo tentativo solo cambiando radicalmente. Sono due i problemi. Le idee e i comportamenti.
Quello che tiene insieme, fino al patto federativo di questi giorni, i soggetti della Sinistra Europea è prima di tutto un lavoro di innovazione. E’ cominciato a Genova, nel 2001, come si è detto. Allora io ho sentito la cesura non ricomponibile con una visione edulcorata del mondo. Bertinotti e il PRC hanno avuto il grande merito di mettersi in gioco. C’è un grande problema di come leggere la tradizione, di come riconnettersi al senso collettivo di dignità di una storia come quella cominciata col movimento dei lavoratori e poi col movimento delle donne. Ma anche della fine delle esperienze del 900. di tutte, con le loro grandezze e loro tragedie. Andare oltre, è indispensabile. Dobbiamo assumerci i rischi del presente. Si può farlo, certo, diventando liberali –è stato detto nel PD-. Ma se a loro rispondiamo difendendo ciò che c’è, o assemblandolo in modo confuso, saremo solo testimoni di una gloriosa storia. Il nuovo socialismo, su cui con l’Ars, Rossoverde, associazioni sia dentro che fuori dal patto di questi giorni, abbiamo portato un contributo significativo, racconta di una nuova fase nella storia del movimento di liberazione umana, oltre il 900. La democrazia, la libertà di ciascuno, di tutte e di tutti, la giustizia, la pace, non hanno trovato il loro posto adeguato in questa storia. Si può essere socialisti –come io mi sento-, comunisti, come tanti di voi vi sentite, femministe, pacifisti e altro e altro ancora e sapere che questi nostri nomi erano sostantivi ed ora sono aggettivi di un nuovo sostantivo che ci unisce. Questo sostantivo è “l’altro”: l’altro, dell’altro mondo possibile, l’altra, il nero, il migrante, il lavoratore manuale , il giovane, l’anziano, il palestinese di hamas e quello di fatah, l’ebreo, il malato, il deviante, il diversamente abile.
C’è un’eresia in questo modo di parlare di noi? Siamo eretici, qualcuno ha scritto, per il solo fatto di esistere.
Noi imbocchiamo un cammino non tracciato. L’antidoto alla tecnocrazia è rivendicare e esprimere la politicità del sociale e della vita. Dire l’altro –significa riconoscere l’altro in noi, nominare e rappresentare il genere, guardare le generazioni. Ma significa, soprattutto, sapere che –come per chi è innamorato- ci manca l’altro, e non possiamo immaginare la giustizia, la libertà, la nonviolenza non senza l’altro. Noi lavoriamo per la presa di parola, per la visibilità, per l’ascoltabilità degli altri.
Il tema conclusivo è quello dei comportamenti. Delle pratiche concrete della politica. Dell’incorporazione tenace, via via, di un grado supplementare di compassione e di generosità in tutti i nostri codici –di cui parlava Ricoeur-. Non sei soggetto che credibilmente vuole “un altro mondo possibile” se non pratichi già un altro mondo. Questo è l’orizzonte a cui ci porta la nonviolenza. Il governo –compreso quello che giustamente assorbe tante nostre energie nello sforzo urgente di correggere la rotta- è un mezzo, il più importante, ma non l’unico, di una strategia di trasformazione. La cessione del potere sostituisce nella nuova cassetta degli attrezzi la sua conquista. Far uscire la guerra dalla storia, ora, descrive un radicale cambio di orizzonti. Ma il popolo altro, invisibile, deve avere i suoi luoghi. Le sue case, i luoghi comuni di un territorio omologato dalla merce e dal consumo. Qui mi pare il cuore: le case della sinistra come il veicolo di una sinistra popolare, semplice, che dice pane al pane e vino al vino, i grandi strumenti di costruzione di partecipazione, di comunità, di riconoscimento delle differenze.
Essere qui vuol dire compiere un atto di umiltà. Nessuno ha la Verità. Riconoscersi, nelle proprie specificità, nei propri linguaggi, nelle diverse pratiche, vuol dire chiudere ogni forma di militarizzazione della politica, per cui con le tue divise sei parte di un esercito. Per riuscire in questa impresa dovremo tutti essere generosi, e dimostrare che abbiamo davvero capito a quale punto è arrivata la crisi della politica. Fuori dalle trincee, hanno detto i compagni che da ultimi hanno lasciato la trincea che è stata anche mia. Bene, senza che nessuno, neppure SE, sventoli una bandiera identitaria. Noi vogliamo solo dare voce, posto, casa a quella grandissima parte di donne e di uomini che vogliono vivere meglio e cambiare la società.

14 Risposte a “E’ nata !”
  1. Alfiuzzo scrive:

    ECCO LE SOLITE CHIACCHIERE, VORREI RAMMENTARTI, ED AL RAGAZZO DI CUI SOPRA, RICORDARE, LE PAROLE SPESE E SCRITTE QUANDO È nata la coalizione di centrosinistra da cui è stato partorito il programma dell’unione.
    Un bel libro di favole e niente di più.
    Ora io mi domando ma non provate un pò di vergogna nel continuare a prendere in giro la gente? ed in particolar modo oggi, i giovani che non hanno futuro, in quanto, quello che state facendo lo fate solo ed esclusivamente per voi stessi per garantirvi tutti i privilegi a cui oramai siete abitutati e di cui non riuscite a fare a meno. Domanda per il ragazzo di cui sopra:
    Come mai quando vengono toccati i politici sulle loro malefatte, parlo di politici e quindi destra e sinistra sempre un unica marmaglia, riescono a trovarsi tutti d’accordo a scapito della verità e della povera gente, che giorno dopo giorno aumenta in modo drastico, Allora come mai, ad uno come che ti reputi onesto e lindo, non viene la voglia di un atto di coraggio e dire la verità e cioè: RAGAZZI NON LASCIATEVI INGANNARE DALLE NOSTRE PAROLE, NOI SIAMO DEI POLITICI ED IN QUANTO TALI FUORI DALLA REALTÀ, TUTTO QUELLO CHE FACCIAMO LO FACCIAMO PER NOI STESSI E PER I POCHI AMICI E CONOSCENTI DI CUI CI SERVIAMO. RAGAZZI CHIEDETE IL RICAMBIO TOTALE DELLA POLITICA CHE SIA SERIA E NON COMICO – DRAMMATICA COME QUELLA ATTUALE. MI PENTO DI TUTTO IL MALE CHE HO FATTO A VOI, RACCONTANTOVI FANDONIE, E MI RITIRO, VADO IN PENSIONE ANCHE SE CI DOVREI RINUNCIARE IN QUANTO NON LA MERITO ECC…. ECC… ECC….
    p.s. QUESTO è QUELLO CHE DOVRESTI FARE TU E TUTTI I PARLAMENTARI D’ITALIA.

  2. Michele Favara Pedarsi scrive:

    Poche ciance onorevole… le chiacchiere le facciamo noi, voi dovete leggere, shakerare bene, ed eseguire! E’ questo che scolla la politica…

    (so che non è facile, so che qualcuno di voi ce la mette tutta… e non è un caso che lo scriva qui… ma per favore meno discorsi e più operato: siete già eletti, non avete bisogno di ulteriore consenso)

  3. Nikyramblers scrive:

    Veniamo da lontano, andiamo lontano. La costituzione della sinistra europea è un primo passo verso l’unione della sinistra radicale. Ancora qualche sforzo e quello che per molti è un sogno diventerà realtà. Una bellissima realtà.

  4. Alfiuzzo scrive:

    Carissimo Michele, penso che le mie non siano chiacchiere ma conclusioni a cui sono arrivato dopo un lungo anzi lunghissimo cammino, dopo averne sentite tante di chiacchiere vere, perchè tali sono, sono arrivato a questa triste conclusione e cioè la più totale mancanza di fiducia verso questi politici, in particolare i nostri, che, ribadisco, non fanno altro che pensare ai propri interessi in maniera scandalosa, facendo finta, perché di questo si tratta, di occuparsi dei più deboli per poi scendere a scandalosi compromessi a discapito sempre dei più deboli. Mi piacerebbe continuare, ma non me la sento in quanto inizio a sentirmi male, sai ho una certa età, pertanto ti saluto e ti faccio i migliori auguri sperando che tu abbia ragione.
    Alfio Battiato

  5. San Ferdinando di Puglia - Militante ex ds. scrive:

    Finalmente. Innanzi tutto è strano e incomprensibile avere in italia 2 partiti comunisti. (poi i verdi e la Sd)..praticamente diciamo tutti (al 90%) la stessa cosa..e siamo divisi. quindi dalle prossime elezioni si va uniti..altrimenti il piddì la farà da padrone…al lavoro..sui contenuti…!

  6. Michele Favara Pedarsi scrive:

    Alfiuzzo, sei onorevole tu!? Io parlavo con l’On. Folena :)

  7. Alfiuzzo scrive:

    Io non sono Onorevole e me ne vanto, ma tu sei un gran maleducato munito di paraocchi, che non vuol vedere oltre il suo naso, due requisiti che ti faranno fare, sicuramente, carriera politica, perchè tu a questo miri, in quanto il tuo interveto, da galoppino, lo lascia esplicitamente intendere.
    Il mio precedente intervento aveva preso spunto dal tuo …..le chiacchiere le facciamo noi,ed appunto volevo farti notare che non si tratta di chiacchiere ma di cose più serie, ma purtroppo vedo che i tuoi paraocchi non riescono a farti vedere al di là e mene diaspiaccio.

  8. Alfiuzzo scrive:

    comunque dato che la ragione è sempre vostra vi saluto e un non arrivederci a te ed al tuo amico

  9. anonimo ma visibile scrive:

    Concordo pienamente con il Sig. Alfiuzzo su tutto quello che scrive ed in particolar modo sul galoppinaggio di alcuni, mascherato da interventi di adulazione becera, quindi un saluto ed un non arrivederci anche da parte mia al galoppino ed al suo amico, continuate così uno ad adulare e l’altro a salire sul piedistallo per farsi ammirare, incocludenti tutti e due

  10. Anonimo scrive:

    avete ragione sono dei pagliacci

  11. Anonimo scrive:

    CONCORDO

  12. AFeM scrive:

    http://www.beppegrillo.it/2007/06/uscita_di_sicur.html.
    PER FAVORE LEGGILO

  13. DONATO scrive:

    E VAIIIIIIIIIIIIII, MI SEMBRA ESSERE RITORNATO INDIETRO NEL TEMPO, ALLA FANTASTICA FGCI, DAI CHE C’E’ LA FACCIAMO AD ANDARE A 2 CIFRE.

  14. Anonimo scrive:

    DONA’ MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE DICI
    LA FANTASTICA FGCI HAI VISTO CHE HA PRODOTTO?
    DALEMA FASSINO FOLENA (FORSE SI SALVA)MA GLI ALTRI DUE NON NE PARLIAMO.
    ORMAI SONO FINITI NON C’E’ NE PD E NE S.E. L’ELETTORATO DI SINISTRA QUANDO LO DELUDI HAI CHIUSO, NON VOTA, ADESSO L’UNICA COSA SERIE CHE DOVREBBE FARE DON ABBONDIO E’ QUELLA DI: INNANZI TUTTO DI SVESTIRSI DA DON ABBONDIO E DOPO INIZIARE LA BATTAGLIA, SERIA MI RACCOMANDO, DELLA DRASTICA DIMINUZIONE DEL COSTO DELLA POLITICA. SE VUOLE IMPEGNARSI FARA’ UNA COSA BUONA SE NO NON C’E’ PROBLEMA NOI CI RIUSCIREMO LO STESSO, ED UNA VOLTA VINTA LA BATTAGLIA SE QUALCUNO VORRA’ SALIRE SUL NOSTRO CARRO VERRA’ DECAPITATO (POLITICAMENTE PARLANDO) ALTRO CHE FGCI
    LA FGCI HA PRODOTTO GENTE COME FOLENA DALEMA FERRARA BONDI ECC.ECC.MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE DICI