Questa mia lettera aperta è uscita oggi su Liberazione. Grazie a Pisanu la classe operaia va all’inferno, senza biglietto di ritorno.

Ministro Pisanu, voglio raccontarle, proprio perché è capolista di Forza Italia in Puglia, una storia che forse i suoi collaboratori non le hanno raccontato, e quindi farle una domanda.
Sono entrato domenica pomeriggio –dopoché altri colleghi lo avevano fatto nei giorni precedenti- nel nuovo CPT di Bari, che lei ha voluto aprire per inaugurare la sua personale campagna elettorale in quella Puglia che, col Presidente Vendola, ha proposto un’altra politica per l’immigrazione, e la chiusura di questi campi di concentramento.
Domenica 12 marzo, alle 16, c’erano 25 ospiti, perduti in una struttura che ha 196 posti, pensata e progettata –più di ogni altro CPT da me visitato- come un carcere di massima sicurezza. Ho parlato uno a uno con quasi tutti loro, e queste sono le loro storie:
- otto, rumeni, moldavi, ucraini sono operai che lavoravano fino a mercoledì scorso in una segheria di marmo ad Apricena (Fg);
- tre ghanesi sono braccianti che lavoravano nel settore dell’uva a Stornarella (Fg);
- due egiziani sono braccianti che lavoravano nel settore delle olive e dell’olio nella zona di Bitonto (Ba);
- un marocchino è operaio elettricista in una piccola bottega a Bari;
- una rumena è badante di una signora di Gioia del Colle (Ba) di 99 anni;
- due marocchini e un irakeno lavoravano fino a sabato scorso in due masserie della provincia di Taranto;
- tre ragazze nigeriane sono state prese sulla strada; una, cristiana, racconta in lacrime l’assassinio della sua famiglia nella guerra di religione che scuote il suo paese.
Ho contato, accanto alle tre ragazze schiavizzate dalla mafia della prostituzione, diciotto operai, rastrellati nottetempo per permettere a Lei, signor Ministro, di inaugurare questo centro. Sono operai, non sono delinquenti, costretti alla clandestinità da una legge –quella che Lei ha voluto- che nega il permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, che spinge i datori di lavoro a assumere a nero, che impedisce le regolarizzazioni.
Tutto questo costa ai contribuenti: sessantacinque persone della Misericordia lavorano retribuite, con loro i lavoratori delle ditte degli appalti della mensa e della pulizia; sono impegnati anche quindici funzionari della Prefettura e decine e decine di poliziotti e di carabinieri per vigilare su questi operai che stavano lavorando e la cui colpa è l’essere clandestini.
Non Le pare, Signor Ministro, che il prezzo economico, e soprattutto quello civile e democratico, che paga la Puglia e l’Italia per l’apertura della sua campagna elettorale sia un po’ caro? Se non aveva queste notizie, si fidi dei parlamentari dell’opposizione: lasci liberi questi lavoratori, e faccia sì che sia il nuovo Governo a decidere cosa fare di questo e degli altri centri.

5 Risposte a “La classe operaia va all’inferno”
  1. VOTIAMO FORZA ITALIA! scrive:

    IL 9 E 10 APRILE VOTIAMO FORZA ITALIA, FORZA DI LIBERTA’!

  2. VOTIAMO FORZA ITALIA! scrive:

    VOTA FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA – FORA ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA – ITALIA – FORZA ITALIA – FORZA ITALIA!VOTA FORZA ITALIA!!!

  3. matteo scrive:

    almeno potresti scrivere il tuo nome, visto che hai tanto coraggio a dire sciocchezze

  4. Anonimo scrive:

    grande compagno folea

  5. Anonimo scrive:

    grande compagno folea