Intervista a Liberazione – Gemma Contin

Sabato 18 marzo e domenica 19 si terrà a Roma l’Assemblea programmatica della Sezione italiana della Sinistra europea. Un passaggio decisivo che porterà nel mese di giugno a un vero atto fondativo tra tutti i soggetti e le associazioni che hanno lavorato alla sua costituzione. Ne abbiamo parlato con Pietro Folena, deputato uscente e candidato indipendente nelle liste di Rifondazione comunista alle prossime elezioni politiche.

Nasce la Sezione italiana della Sinistra europea. Ce ne può spiegare il significato, i percorsi,gli obiettivi?
Quello di sabato e domenica prossima è un primo appuntamento di un percorso cominciato nei mesi precedenti e che avrà i suoi appuntamenti più significativi – non voglio dire conclusivi, perché si tratta di un processo destinato a rimanere aperto – che ci porteranno, dopo le elezioni e comunque entro l’estate del 2006, alla costituzione formale della Sinistra europea-Sezione italiana: una nuova soggettività politica di cui Rifondazione è una parte importantissima, con la sua linea e anche con la sua dialettica interna, ma di cui altre componenti saranno parte altrettanto significativa.

Le possiamo ricordare ai nostri lettori?
Il lavoro, nei mesi passati, ha visto già un seminario che si è tenuto in dicembre fra il gruppo dirigente di Rifondazione e i gruppi dirigenti di una serie di associazioni. Innanzitutto c’è “Uniti a sinistra”, che è una grande rete fondata da alcuni sindacalisti come Gianni Rinaldini, Paolo Nerozzi e Carlo Podda, e da me, Francesco Martone e Antonello Falomi, ma che comprende molte altre esperienze legate ai movimenti. Questa grande rete, che vede presenti anche esponenti iscritti ai Ds o della sinistra Ds, o che lo sono stati, ha chiesto all’Esecutivo del partito della Sinistra europea di poter diventare “osservatore”. Nella missione di “Uniti a sinistra” c’è l’appuntamento per costruire un nuovo soggetto politico della sinistra all’indomani delle elezioni. In particolare questa rete si è data per aprile l’avvento di una assemblea nazionale che dovrebbe decidere le modalità attraverso cui farsi protagonista di questo processo. Poi, essendo “Uniti a sinistra” una rete, molte associazione che ne fanno parte già sono entrate a pieno titolo nella Sinistra europea, ad esempio la “Sinistra romana” e “Punto Rosso”, che raccoglie altre componenti di sinistra e cattoliche, soprattutto al Nord. E c’è “Altra Lombardia”, a sua volta una rete di decine di associazioni che si è presentata insieme con Rifondazione alle europee dell’anno scorso; e “Liberatorio politico”, una grande associazione giovanile napoletana e campana che ha promosso la terza assemblea di “Uniti a sinistra” sulle pratiche della politica. Aggiungerei in particolare la “Sinistra euromediterranea”, formata da un gruppo meridionale, calabrese, in parte siciliano, lucano e pugliese, animato da intellettuali come Tonino Perna, che cerca di portare la specificità di un altro meridionalismo dentro questo percorso. Questi sono i soggetti che negli ultimi mesi hanno partecipato a questo processo costitutivo. Ad essi bisogna aggiungere la neonata “Libera associazione degli aderenti individuali”, nata a Perugia un mese fa, che raccoglie quelli che da due anni a questa parte, quando ci fu il congresso della Sinistra europea a Roma, hanno aderito individualmente senza aver fin qui una tessera, e hanno deciso invece di avere una loro associazione e una tessera.

Cosa succederà sabato e domenica?
Noi abbiamo voluto fortemente questo momento per mettere a confronto le idee fondamentali, una volta presentato il programma dell’Unione, non tanto sul programma di governo, in cui ci riconosciamo e in cui il contributo di Rifondazione e quello più largo della Sinistra europea è stato determinante, quanto sul “programma fondamentale della sinistra”. Cioè quello che mette insieme chi nell’esperienza di Rifondazione comunista si dice oggi e ha intenzione di continuare a dirsi comunista – quindi nessuno scioglimento, nessuna richiesta di rinunciare alla propria identità – e chi invece non si dice comunista, ma si può dire o socialista o laburista, legato al movimento sindacale, cattolico di sinistra, ma che comunque è pacifista, antiliberista, e si pone in termini inediti il tema del “socialismo”.

Di un socialismo molto diverso da quello conosciuto fin qui…
Sì, potremmo dire di un “socialismo del XXI secolo”, anche se magari non tutti lo chiamano socialismo. Ma che comunque, per esempio nel mondo cattolico, ha contribuito a far maturare una critica radicale al capitalismo e alla società occidentale di oggi, anche se è difficile ricondurre questa critica radicale sotto le bandiere tradizionali che la sinistra ha avuto. In sostanza, nell’alveo del movimento, da Genova in poi, si sono incrociate e hanno camminato insieme donne e uomini di tante culture diverse e hanno cominciato a costruire questo nuovo linguaggio comune, delle parole comuni, delle idee comuni.

Ritorniamo a sabato e domenica…
Sabato e domenica prossima vuol essere l’annuncio che votare per Rifondazione-Sinistra europea – perché non dimentichiamo che nel simbolo c’è questo esplicito richiamo – vuol dire anche votare per le 14 candidature indipendenti che Rifondazione ha deciso di mettere a disposizione, che sono un po’ il seguito di un esperimento già avvenuto in alcune regioni, ad esempio con Mario Agostinelli, coordinatore di “Altra Lombardia” e grandissimo ambientalista, che è il capogruppo di Sinistra europea- Rifondazione alla regione Lombardia. Agostinelli non è iscritto al partito ma ha una funzione molto importante, politica, di integrazione.

Si raccolgono dunque tutte queste forze in un’esperienza comune. E poi?
Abbiamo deciso di aprire una tappa molto importante prima delle elezioni per dire che si vota anche per accelerare il processo di costruzione di questa nuova soggettività politica della Sinistra europea. Cioè il voto a Rifondazione non è solo il voto al programma e all’idea del Partito, ma è anche il voto a un progetto più grande e più largo. In secondo luogo vogliamo dire a tutti che non si tratta di una promessa elettorale, ma che sabato e domenica prossima noi convocheremo l’Assemblea costituente della Sinistra europea, assemblea che si svolgerà attorno a una bozza di carta costitutiva: un manifesto, una dichiarazione. Una bozza che non sarà definitiva – e sabato e domenica sarà anche il momento redigente di questa carta – e che nei cinque-sei mesi successivi dovrà camminare e circolare in tutto il Paese per essere rivista, modificata, corretta attraverso un processo costituente dal basso che è l’esatto contrario dei processi antidemocratici che hanno portato alla stesura della Costituzione europea, e alla sua bocciatura. Vogliamo che la costituzione, anche formale, della nuova soggettività venga costruita in un grande processo democratico e partecipativo.

5 Risposte a “«Il 18 e 19 marzo primo appuntamento della nuova soggettività politica»”
  1. Claudio Cugusi scrive:

    Caro Folena,
    ho letto la tua intervista e la sottoscrivo. Per queste ragioni, condividendo i valori fondanti della Sinistra europea, siamo fuoriusciti dal Partito Sardo d’Azione e abbiamo costituito in Sardegna la “Sinistra Europea – Movimento sardista”: siamo lussiani, sardisti non comunisti, ma certamente progressisti e convinti che la crescita della nostra isola debba avvenire in un processo di crescita generale dell’Europa sociale.
    Ci vediamo a Roma
    Fortza Paris!

    Claudio Cugusi

  2. Giusy scrive:

    Non ha senso candidare Caruso. La gente di sinistra è distante anni luce dagli apisodi di Milano, la violenza non fa parte della nostra cultura.

  3. Giusy scrive:

    Non ha senso candidare Caruso. La gente di sinistra è distante anni luce dagli apisodi di Milano, la violenza non fa parte della nostra cultura.

  4. inoperea scrive:

    Di questi uomini colti non c’è nessuno che ha il
    coraggio di alzare la voce per protestare contro tutto questo.
    Il rischio dell’impopolarità fa più paura del vecchio rischio della verità.

    I prodotti intellettuali sono prodotti come gli
    altri: si definiscono attraverso il successo o l’insuccesso.

  5. GIORGIO scrive:

    CARUSO NON è DEGNO DI SEDERE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI!!