Il Ponte sullo Stretto di Messina non è sostenibile finanziariamente, non è necessario per l’economia del Mezzogiorno, non è un progetto sicuro, ostacola altri e più utili investimenti infrastrutturali prioritari, ha un impatto ambientale fortissimo ed è il frutto di un iter poco trasparente.
Nonostante questo, però, continua ad essere una “priorità” del governo di centrodestra. Le roboanti dichiarazioni del premier (che ignorando le carenze progettuali e la crescente opposizione della popolazione ha dichiarato ai microfoni di Uno mattina “il Ponte sullo Stretto è una realtà”), le relazioni che la società Stretto di Messina spa sbandiera da tempo per sostenere la fattibilità dell’opera e le incaute dichiarazioni di qualche esponente di centrosinistra, però, giustamente non convincono le comunità locali, le associazioni e i movimenti che oggi scenderanno numerosi in piazza per la seconda manifestazione nazionale, né tanto meno Bruxelles che ha incluso tutta l’area dello stretto di Messina nelle zone a protezione speciale dell’Unione Europea, in base all’adeguamento che le regioni Sicilia e Calabria hanno fornito in risposta all’ultimatum.
Le vertenze sullo Stretto di Messina e in Val di Susa ci dicono che è necessario portare le popolazioni al centro dei processi decisionali. Che bisogna cancellare la legge obiettivo, di cui è figlia anche la Tav, perché vanifica l’impatto ambientale, e lede i diritti delle popolazioni imponendo una politica delle grandi opere subordinata unicamente agli interessi dei poteri forti. Che bisogna innanzitutto elaborare un nuovo piano per i trasporti e delle mobilità che tenga conto delle esigenze delle relazioni tra abitanti ed ecosistemi e punti alla riqualificazione del territorio. Che bisogna rafforzare l’autonomia delle istituzioni locali e della rete federativa delle associazioni ambientaliste e dei comitati per una maggiore partecipazione democratica alla vita del paese.
Ho aderito alla marcia, anche se non potrò fisicamente essere presente. Oggi a Messina ci saranno migliaia di persone che chiedono un altro sviluppo possibile. L’Unione, che comunque ha deciso nel suo programma la sospensione dell’iter per la costruzione del ponte, dovrà necessariamente tenerne conto.

Una Risposta a “No al ponte. Questo è un governo sordo”
  1. Ponte scrive:

    Il ponte sullo stretto è assolutamente necessario all’Italia tutta e alla Sicilia in particolare. Basta ai muli con i paraocchi che dicono sempre no a tutto. Viva il progresso!!!