Oggi il nostro cuore e la nostra testa sono con le tute blu che in tutta Italia stanno scioperando per il contratto, per i diritti, per la loro vita. Ritorna la domanda che ci siamo fatti il 9 luglio, all’assemblea di Uniti a sinistra, e che è al centro della seconda assemblea (Bologna, 22 ottobre, ore 10-17) : CHI SI OCCUPA DEL LAVORO? Seguono una dichiarazione di Zipponi a Liberazione e una mia presa di posizione.

METALMECCANICI: ZIPPONI (FIOM), LAVORATORI SOLI =
LA POLITICA DEVE FARE I CONTI CON IL CONFLITTO SOCIALE

Roma, 29 set. – (Adnkronos) – ”Nelle assemblee che sto facendo
nelle fabbriche sento che i lavoratori sono sicuri di aver ragione,
sicuri di non star chiedendo la luna. Ma completamente soli”. E’
quanto afferma Marco Zipponi, segretario della Fiom di Milano, in
un’intervista con ‘Liberazione’.

”L’aspetto sindacale e’ una sorta di lotta di liberazione degli
ostaggi, dove gli ostaggi – spiega Zipponi – sono i metalmeccanici ed
il sequestratore e’ Confindustria, che vorrebbe costringere il Paese a
nuove e piu’ arretrate regole che porterebbero a contratti di lavoro
improntati alla riduzione programmata dei salari. La politica, se
vuole contribuire a cambiare le cose, deve fare i conti con il
conflitto sociale”.

”Il conflitto – prosegue Zipponi – accelera sicuramente i
processi sia di sostituzione del ceto politico, che di formazione di
un nuovo governo. Il punto pero’ e’ un altro. Io dico alcune parole
’salario’, ‘lotta alla precarieta”, ‘tempo indeterminato’ e
‘democrazia nei luoghi di lavoro’. Sono parole dette per avere il voto
dei lavoratori o hanno un valore prioritario per un futuro governo che
ambisce a sostituire Berlusconi?”

(Mav/Zn/Adnkronos)
29-SET-05 10:32

“Le notizie che giungono da tutta Italia sull’adesione massiccia allo sciopero dei metalmeccanici sono la dimostrazione della fondatezza delle rivendicazioni del sindacato.

Lo sciopero di oggi è giusto e va sostenuto pienamente da parte di tutto il centrosinistra. Siamo di fronte ad una protesta sacrosanta contro il carovita e contro la pretesa di comprimere i diritti dei lavoratori.

I lavoratori dipendenti, tutti coloro che vivono di uno stipendio fisso, vivono ogni mese il dramma dell’inflazione di cui il governo non si è ancora accorto.

Con 1000 euro al mese, a volte meno, è impossibile mantenere una famiglia. Ma la Federmeccanica e Confindustria, che pure in astratto parlano del necessario rilancio dell’economia, non sono disposte a riconoscere un piccolo aumento salariale alla categoria che, come dimostrano le statistiche, in questi anni ha avuto meno di tutte le altre e propongono, ancora una volta, di scardinare il contratto nazionale di lavoro.

Per questo lo sciopero di oggi non è solo lo sciopero dei metalmeccanici, ma di tutto il mondo del lavoro che ha pagato, praticamente da solo, tutti i prezzi del neoliberismo: contrazione dei diritti, allungamento degli orari di lavoro, ristrutturazioni e licenziamenti, inflazione galoppante.

Purtroppo però la politica parla ben poco di lavoro, di lavoratori, delle condizioni di vita delle persone. Il centrodestra è completamente impegnato a costruire una legge elettorale ‘pro domo sua’. Ma anche a sinistra c’è molta distrazione.

C’è un gigantesco problema di rappresentanza politica del lavoro che occorre affrontare al più presto anche dentro l’Unione”.

2 Risposte a “Noi e le tute blu”
  1. freddy scrive:

    sembra che lo sciopero sia riuscitissimo in tutte le città, meno male non è poi così retrò parlare di metalmeccanici e di contratti nel 2005.
    saluti a tutti,
    freddy

  2. tommaso scrive:

    infatti il lavoro è costituzionalmente riconosciuto e dunque lo stato deve assicurarlo, o comunque deve creare le condizioni affinchè i suoi cittadini possano lavorare. la questione morale di cui tanto si parla investe anche questo, perchè è del tutto immorale che dopo aver studiato, magari con sacrifici, si debba accettare un impiego sottopagato e che non tiene conto delle professionalità raggiunte. anche rifondazione si muova in modo più incisivo su questo fronte.
    tommy