Oggi su “Repubblica” è stata pubblicata questa intervista ad Achille Occhetto sui rapporti tra politica e finanza ma anche sulla degenerazione dei partiti.
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“Tra politica e affari troppa contiguità Berlinguer non lo avrebbe accettato”

accordo consociativo Vedo questo rischio ai vertici dei due poli, per dividersi l´Italia. Per la serie: io mi prendo Rcs, a te la Bnl
accuse anche ai ds A Fassino e D´Alema chiedo: come si fa, prima di schierarsi con una cordata, a non chiedersi da dove viene il denaro?

ALESSANDRA LONGO
ROMA – «Peggio di Tangentopoli»: per Achille Occhetto quel che sta succedendo in queste settimane, le cordate degli immobiliaristi dal denaro facile, il vecchio sistema delle Coop rosse all´assalto di una banca, il formarsi «di blocchi politici impegnati a difendere l´uno o l´altro dei contendenti», tutto questo, «ha le caratteristiche di un evento spettacolare, stupefacente». Anzi, Occhetto si spinge più in là: «Uso un´espressione dei tempi di Craxi e dico che è in corso una mutazione genetica in parte anche dei partiti del centrosinistra. Questa nuova questione morale rischia di minare il funzionamento della nostra democrazia, è una crisi strutturale che tocca partiti e istituzioni, sfera privata e sfera pubblica». L´ultimo segretario del Pci, notoriamente pessimista, vede all´orizzonte «il rischio di un accordo consociativo ai vertici dei due schieramenti per dividersi l´Italia. Per la serie: io mi prendo la Rcs, tu la Bnl».
Occhetto non le sembra di drammatizzare?
«No, siamo di fronte ad una forma originale, inedita, di commistione tra politica e affari che, in alcuni casi, si serve di lobbies trasversali. Gli sprechi delle Regioni, le scalate speculative, tutto sta a dimostrare che la questione morale esiste ed è una emergenza. Noi del “Cantiere” (il movimento di cui Occhetto è portavoce, ndr) lo diciamo da mesi, per questo abbiamo presentato a Prodi un codice etico; per questo ci battiamo per l´istituzione di una commissione d´inchiesta al Senato. Bisogna fare chiarezza sulla provenienza del denaro utilizzato per le scalate e sui capitali rientrati in Italia complice lo scudo fiscale di Tremonti».
Eugenio Scalfari dice che c´è sempre da preoccuparsi quando affiora in chiaro il tema della questione morale. Vuol dire che il comportamento degli individui si sta già degradando…
«Sono perfettamente d´accordo con lui. La disgregazione è già in atto. Dirò di più: quel che vediamo è solo la punta di un iceberg di un fenomeno che coinvolge insieme vita istituzionale ed economica del Paese. Esiste un rapporto strettissimo tra la riduzione dei partiti a comitati elettorali e la familiarizzazione della politica».
Si spieghi meglio.
«I leader di oggi sono leader padroni che distribuiscono cariche pubbliche, fanno deputati, consiglieri comunali, provinciali, regionali. A loro volta, i beneficiati si trasformano in dipendenti dei leader, stipendiati dalle istituzioni che rappresentano e restituiscono il favore ricevuto ai congressi di partito. E´ sulla base di questo humus che si determina la commistione di cui parlavo tra privato e pubblico, tra partito e istituzione, si formano i blocchi politici per difendere questa o quella cordata. Una realtà nuova, inquietante, un sistema ramificato, peggio di quello che si formò all´epoca di Craxi. Intendiamoci, non sto parlando necessariamente di atti illegali ma di atti criticabili dal punto di vista della correttezza della politica».
Peggio di Tangentopoli, addirittura.
«Sì, perché economia e politica durante Tangentopoli rimanevano nonostante tutto due mondi separati mentre ora il connubio è più stretto, grazie all´intermediazione delle lobbies trasversali».
Le sue accuse riguardano anche i Ds.
«Sì, gran parte delle mie accuse riguardano i Ds, purtroppo. A Fassino e D´Alema chiedo: Come si fa, prima di schierarsi con le varie cordate, a non interrogarsi sulla provenienza del denaro messo in campo, su chi sono certi immobiliaristi? Fassino rivendica il legame con le Cooperative, e fa bene. E´ un legame storico che la sinistra giustamente ha avuto e continua ad avere. Ma cosa c´entra con il connubio che si è venuto a creare tra scalate e profitti speculativi?».
Fassino, per la verità, rivendica una “dimensione etica della politica” e si è infuriato con chi ha fatto insinuazioni sui Ds. Agli alleati chiede rispetto.
«Il rispetto degli alleati l´hanno perso perché, come ha detto Montezemolo, sono stati deboli nell´affrontare il tema Bnl-Unipol. Hanno fatto un grave errore politico. L´impegno dei partiti nelle vicende finanziarie incoraggia la commistione tra politica e affari, e rischia di favorire la trasformazione di un problema politico in un problema giudiziario».
Diranno: il solito Occhetto che parla con il dente avvelenato.
«Conosco l´obiezione, ma credo che le mie valutazioni siano condivise dalla stragrande maggioranza delle persone benpensanti. Una parte del gruppo dirigente dei Ds è stata poco liberal, nel senso che non ha interpretato la politica come controllo delle regole ma, nello stesso tempo, anche poco socialista perché sembra non vedere la differenza che c´è, dal punto di vista imprenditoriale, tra immobiliaristi e industriali. Berlinguer non avrebbe mai accettato un simile comportamento politico».

2 Risposte a “Ancora sulla questione morale: un’interessante intervista di A.Occhetto”
  1. Renato scrive:

    Io ricordo molto bene la Restital. Non mi pare che ci fossero problemi di valutazioni di quali aziende rappresentare per forniture alla allora Unione Sovietica.