Mi fa una certa impressione l’assordante silenzio con cui il principale partito dell’opposizione assiste al più devastante scandalo finanziario di questi anni. Eppure qui –con tutto il rispetto per le persone pubblicamente chiamate in causa, respingendo ogni atteggiamento sommario, condannando il metodo delle fughe di notizia e della pubblicazione delle intercettazioni e al di là degli aspetti penali che non competono alla politica- esplode la nuova questione morale. Emerge lo spaccato di un paese in cui un capitalismo speculativo, spesso di origini non chiare, che ha moltiplicato le sue fortune grazie alle cartolarizzazioni e che non ha creato un nuovo posto di lavoro, ha preso il sopravvento su un capitalismo produttivo. In cui molte banche, che negano ai giovani e alle loro idee sostegno, finanziano larga parte dei nuovi speculatori, in un intreccio in cui il risparmiatore non è garantito. In cui l’autorità indipendente suprema –incredibilmente riconfermata dalla maggioranza di governo come carica a vita- anziché vigilare fa, disfa, interviene, aiuta. In cui l’assicurazione a cui tanti operai, lavoratori, famiglie hanno dato fiducia, perché era dei lavoratori, e che ha operato grazie alla sacrosanta legislazione che difende il mutualismo e la cooperazione, mette a rischio questo patrimonio economico e di credibilità in una dubbia scalata al fianco degli speculatori. In cui la politica rinuncia a progettare, sognare, investire sulla ricerca, e si è costretti ad ascoltare stucchevoli prediche moralistiche da parte di un Governo che ha fatto del conflitto di interessi, dei propri affari (fino allo scandalo dei libri on-line denunciato dal Corriere della Sera) il proprio codice fondamentale.
In questo paese un’opposizione vera e soprattutto una forza socialdemocratica, legata al lavoro, una sinistra degna di questo nome dovrebbero assumere una posizione chiara, intransigente, alternativa.
E invece ci hanno spiegato che comprare e vendere mattoni è la stessa cosa che investire sul futuro. Per la verità ce lo aveva già spiegato Berlusconi. Non ci sto.

9 Risposte a “Non ci sto.”
  1. alvaro scrive:

    gentile onorevole,
    sono davvero d’accordo con lei rispetto allo stupore di non udire voci dissonanti dalla sinistra in merito a queste vicende disgustose. se uniti a sinistra riuscirà ad avviare una sensibilizzazione su temi dai più taciuti o volutamente ignorati, credo che avrà un grande spazio nell’arido panorama politico italiano.
    alvaro

  2. diderot scrive:

    onorevole, ha ragione. le attività imprenditoriali non vanno considerate tutte allo stesso modo.

  3. paolo scrive:

    Gentile Onorevole,
    sono assolutamente d’accordo con Lei. Trovo anche vergognosa la solita copertura dei massmedia che hanno occultato per quanto possibile lo scandalo. D’altro canto dopo il silenzio tombale sulla sentenza Dell’Utri! Sinceramente però non ho compreso il commento dell’On. Bertinotti che mi è sembrato da un lato poco attento (le intercettazioni erano a carico di un indagato e non di Fazio) dall’altro un po’ generiche sul fatto in se che è di inaudita gravità. Cordiali saluti e prosegua così.

  4. sono io scrive:

    ma dai basta con tutte queste scene fatela finita

  5. fr scrive:

    Fatti da parte,con te si perde vuoi mettertelo in testa!!!!

  6. Anonimo scrive:

  7. aciphex precaution scrive:

    Happy New Year! See U!

  8. aciphex precaution scrive:

    Happy New Year! See U!

  9. aciphex precaution scrive:

    Happy New Year! See U!