Antonio Luongo fa parte della generazione dei ragazzi di Berlinguer. Quando ci conoscemmo, faceva parte di quella robusta FGCI lucana, sempre in prima fila in quella stagione di rifondazione della politica di cui noi ci sentivamo i missionari. Era scomparso da poco Enrico Berlinguer, e ci aveva lasciato in ereditÓ -cosý noi l’avevamo vissuta- la necessitÓ di una rifondazione della politica, e di un cambiamento del Partito (che Partito!). Antonio, con un un gruppo dirigente collettivo, diffuso in tutta Italia, fu protagonista di quell’esperienza, come dimostra la partecipazione tanto accorata di quella nostra generazione alla notizia improvvisa della sua scomparsa. Quell’esperienza l’ha sempre portata con sÚ, con la generositÓ e la dedizione di chi, senza retorica, ha vissuto la politica come servizio, e non come appropriazione. Ci siamo anche divisi, nei lunghi anni successivi a quell’esperienza collettiva, mai perdendoci di vista, e anche mantenendo nei periodi pi¨ difficili non solo il filo degli affetti, ma anche quello di una condivisione politica e morale pi¨ profonda.
Il vuoto di intelligenza e di passione di Antonio Luongo non pu˛ essere colmato.
Sento il bisogno di fermarci un momento a riflettere, insieme, sul senso della politica.

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