Il tassista che ci porta all’aeroporto di Orly, domenica nel pomeriggio, Ŕ visibilmente provato. Silenzioso, e gentile, si intuiscono le sue origini maghrebine. Dopo un po’, con mia moglie, riusciamo a parlare di quanto Ŕ successo. No, non era in servizio quella maledetta sera di venerdi 13 novembre, quando anche noi, in un ristorante, apprese le prime terribili notizie dai nostri smartphone, insieme a una mia cugina parigina, avevamo provato a cercare un taxi per tornare a casa. Tutti i taxi che passavano, accanto allo sfrecciare delle ambulanze e dei mezzi della polizia, avevano la luce rossa, anche se erano liberi. E cosý avevamo fatto il tragitto a piedi, fermati dalla polizia che era stata messa a presidiare le aree pi¨ centrali, che in modo concitato ci aveva invitato a raggiungere rapidamente la nostra abitazione.

Il nostro tassista ci dice che viene da un piccolo paese di cinquecento abitanti, a trenta chilometri da Parigi. E aggiunge -quasi a voler giustificare la sua origine, a dire a degli stranieri che immagini prevenuti contro chi Ŕ di religione musulmana o di origine araba- che tante e tanti, maghrebini come lui, sono stati trucidati venerdi sera. Anzi, racconta di pi¨. Nel suo villaggio si trova l’unico negozio di fiori della zona, che serve altri quattro comuni. Quel fioraio di ventotto anni, con la sua fidanzata, aveva deciso di andare a cena fuori, venerdi 13. Era al ristorante. Forse lo stesso in cui si trovava un caro amico di mia cugina. Lui se l’Ŕ cavata con quattro pallottole in corpo, e l’intestino gli Ŕ esploso. Ha giÓ subito due operazioni, ma vivrÓ. Il giovane fioraio, invece, Ŕ stato assassinato, e la fidanzata Ŕ una dei feriti gravissimi. Il nostro tassista, la mattina di domenica, quando noi eravamo davanti al Bataclan a lasciare la nostra candela e a pensare con infinita tristezza a questi ragazzi, era al villaggio, a piangere con tutto il paese il giovane fioraio.

Arriviamo a Orly Sud. Da qui partono i voli per Casablanca, Tangeri, Algeri, Annaba, Tunisi. Parte anche il volo della nostra compagnia low cost. Dico al tassista che i manifesti delle comunitÓ musulmane contro le stragi di venerdi, che hanno tappezzato la cittÓ, sono importanti. Mi sorride. Si raccomanda che non ci facciamo prendere dalla paura e torniamo un’altra volta a Parigi.

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