Archivio per 11 novembre 2011

Da Sardegna Quotidiano di oggi

La scena finale del film, a meno di improbabili sorprese nei titoli di coda, è ben diversa da quella del Caimano di Nanni Moretti. Che Silvio Berlusconi abbia provato in ogni modo, nelle ultime settimane, con un prezzo altissimo per il Paese, a evitare questo “The End” è un dato innegabile. Ma in politica ci sono cose ineluttabili, e oramai era scritta la conclusione della lunga stagione di Berlusconi. L’Italia, del resto -non solo per responsabilità proprie- è entrata in una tempesta senza precedenti, in cui si pagano tutti gli errori di una costruzione europea fatta di moneta ma non di democrazia.

I pasdaran più accaniti di Silvio speravano in una resistenza ad oltranza, ed ora si attestano sulla linea del voto immediato. Ma, così facendo, accentuano le divisioni nel Popolo della libertà e nella base parlamentare della maggioranza che, per motivi non del tutto nobili, le elezioni ora non le vuole: perché si va ad una sconfitta e soprattutto perché in molti hanno la certezza della non rielezione. (continua…)

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Da Lettera43 di oggi

Il Partito Democratico, nella sua giovane vita, si trova di fronte alla prova più difficile. La caduta di Silvio Berlusconi, oramai certa -né sono a questo punto immaginabili sorprese in altra direzione-, fa venire meno il collante che ha tenuto insieme il Partito e i rapporti con le altre opposizioni. Se la fine di questo Governo, avvenuta in modo tortuoso e tumultuoso, segna un punto a favore dell’iniziativa del Pd e delle opposizioni, ora cominciano i problemi seri.

Mario Monti formerà un Governo, sotto tutela delle istituzioni europee e sotto la spada della speculazione dei mercati, di cui non si conosce, al momento, né la base parlamentare né la forza politico-programmatica. Se va dato atto al Pd di non aver esitato, così come hanno fatto Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, a dare la propria disponibilità in modo assai generoso, due punti andranno chiariti nelle prossime ore. Il primo riguarda la posizione di Antonio Di Pietro, che nella sua apparizione televisiva nel salotto di Bruno Vespa, è stato addirittura sprezzante verso il principale alleato. Un no di Di Pietro trascinerebbe con sé, con tutta probabilità -malgrado le caute aperture manifestate nelle ore trascorse- anche Nichi Vendola, il quale privo di una forza parlamentare, difficilmente potrebbe dall’esterno sostenere il tentativo di Monti. E il fossato che si scaverebbe tra le forze del patto di Vasto -Pd, Sel e Idv- sarebbe difficilmente ricomponibile in una futura alleanza elettorale. Per il Partito Democratico questo sarebbe un serio problema, e le componenti che più guardano al socialismo europeo e al sindacato si troverebbero in una posizione del tutto minoritaria rispetto alle componenti moderate della futura maggioranza. (continua…)

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