Archivio per 21 luglio 2011

Da Lettera43 di oggi

Siamo entrati in una fase nuova. L’arresto di Alfonso Papa, al di lÓ della vicenda in sÚ, imprime al destino della legislatura un’accelerazione dagli esiti imprevedibili. Tutta la linea di resistenza attrezzata da Silvio Berlusconi Ŕ in discussione: da un lato si approfondisce la frattura con la Lega ľ e nella Lega, col protagonismo antigovernativo di Roberto Maroni- e dall’altro si interrompono le comunicazioni con Pierferdinando Casini, visto da molti come desiderabile rafforzamento, col suo centro, di una maggioranza in disfacimento. Agli stessi magistrati e agli uffici giudiziari arriva un messaggio nuovo ľ e i timori di Berlusconi appaiono in questo senso non infondati- : che in Parlamento c’Ŕ un vento diverso, e che la granitica coalizione anti-inchieste Ŕ venuta meno. Siamo facili profeti nel prevedere che nuove richieste di arresto giungeranno presto alle Camere.

Per queste ragioni lo scivolone al Senato sull’autorizzazione all’arresto di Alberto Tedesco Ŕ per il Pd un vulnus da curare con estremi rimedi nelle prossime ore. Non si pu˛ non riconoscere al partito di Pierluigi Bersani la gestione rigorosa e puntuale della vicenda Papa. E, anche se dubbi potevano nascere a proposito della singolare contestualitÓ, pare proposta da esponenti del Pd, delle due sedute alla Camera e al Senato dedicate alle autorizzazioni all’arresto di due membri delle Assemblee, non si pu˛ negare ad Anna Finocchiaro, che del gruppo al Senato Ŕ Presidente, e allo stesso senatore Tedesco di aver assunto posizioni inequivoche e determinate. SarÓ stato un gioco della Lega o di settori della Lega, o sarÓ stato il concorso di qualche senatore del Pd, fatto sta che oggi la posizione della forza cardine dell’alternativa appare ôsporcataö da quest’esito. A ci˛ si aggiunga che, dopo il caso di Franco Pronzato, giÓ collaboratore di Bersani e responsabile del trasporto aereo del Pd, che alcune responsabilitÓ di fronte ai magistrati sembrerebbe aver giÓ ammesso, le gravissime accuse a Filippo Penati -giÓ capo della segreteria politica di Bersani e per molti anni volto del centrosinistra in Lombardia-,indagato col sospetto di aver incassato enormi tangenti sulla valorizzazione dell’area ex-Falck a Sesto San Giovanni, quando di quella cittÓ era Sindaco, aggravano la posizione e la responsabilitÓ del Pd. Il rischio Ŕ che la crisi della maggioranza politica ľ che Ŕ crisi morale e di un blocco sociale che per quasi vent’anni ha dominato il Paese- diventi la crisi di un sistema politico, come fu nel ‘92-’94. Non sono in discussione il rispetto della presunzione di non colpevolezza e il garantismo. E’ in discussione il modo in cui il Pd si rapporta all’onda nuova che scuote la societÓ italiana, e quanto sa fare del rinnovamento dei fondamenti etici dell’agire pubblico, e di rigorose norme di comportamento ispirate a valori di sobrietÓ e di servizio la propria identitÓ ôdemocraticaö. C’Ŕ una questione morale che attraversa la societÓ e la politica italiana: e il Pd non ha eretto finora barriere sufficienti per evitatre di essere condizionato da logiche di malaffare e di malapolitica. (continua…)

Comments Commenti disabilitati