Archivio per 30 giugno 2011

Da Lettera43 di oggi

Che la spinta propulsiva dell’Antonio Di Pietro di sinistra, talvolta di estrema sinistra, si fosse esaurita, era chiaro da tempo. Prima Nichi Vendola, con la sua nuova formazione politica, e poi, lentamente ma inesorabilmente Pierluigi Bersani, hanno progressivamente occupato lo spazio di sinistra. Quello squisitamente giustizialista, contro tutti i politici, Di Pietro compreso, è stato di recente (regionali del 2010 e amministrative di quest’anno) occupato dal Movimento Cinque Stelle e da Beppe Grillo. Una ricollocazione in senso più moderato dell’Italia dei Valori – partito che ha pochi anni di vita, ma nel quale si sono ricollocati e talvolta riciclati esponenti del vecchio ceto politico di ogni parte- era prevedibile e persino auspicabile, ed obiettivamente aiuta il difficile compito di Bersani di costruire una coalizione equilibrata, salda, vincente.

Quello che tuttavia non si poteva immaginare, è il fotogramma del colloquio tra il premier e Di Pietro, sui banchi della Camera. E poi ancora, quell’intervista delll’ex PM di Mani Pulite, già carica di compassione umana per l’antico avversario “sconfitto”. (continua…)

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In Sardegna è nato in questi giorni un nuovo quotidiano, Sardegna Quotidiano, a cui collaboro. Oggi è uscito questo mio commento

L’ipocrisia della manovra annunciata dal Governo dà il segno di quale prezzo il Paese rischi di pagare a causa della debolezza politica drammatica della maggioranza. 47 miliardi, di cui 2 quest’anno, cinque il prossimo -ultimo anno di legislatura, se non finisce prima- e venti per ciascuno dei due successivi -quando probabilmente governerà il centrosinistra-, raccontano questa situazione. Nell’ipocrisia, dietro la coperta corta della sospensione dello stipendio ai ministri (rimarrà loro solo quello di parlamentari), torna l’odiato ticket sulle prestazioni sanitarie -una delle misure di raccolta di risorse più inique, perché colpisce i più deboli, e più inumane, perché colpisce i malati- cancellato qualche anno fa dall’attuale opposizione. Ma rimane il fatto che se la manovra dovesse essere questa, i rischi per l’Italia di una deriva greca si farebbero più concreti. L’Italia ora avrebbe bisogno di una scossa, di un largo consenso, di una manovra ispirata a inequivocabili criteri di giustizia sociale e capace di rilanciare la crescita. Per il centrosinistra e per il Pd in particolare il compito è davvero arduo: chiudere al più presto una legislatura che sta aggravando la situazione economica e sociale, e proporre un grande piano di rinascita. (continua…)

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