Archivio per 5 maggio 2011

Da Lettera43 di oggi

Alla vigilia di elezioni amministrative che, a causa del declino di Berlusconi, visibilmente invecchiato e meno lucido, e delle divisioni nella maggioranza e nel PdL (di cui col voto alla Camera sulla missione in Libia è andata in scena una rappresentazione tragicomica: lo stesso Bossi, quasi per autoconvincersi, visto che c’è da nutrire qualche dubbio, assicura che “la Lega ce l’ha sempre duro”), l’opposizione può vincere, nel Pd regna sempre sovrana la confusione. Non si può dar torto a Veltroni, dopo mesi di assalto da parte di Renzi, in puro stile maoista, all’arma bianca al quartier generale, il quale chiede sul Foglio, nei giorni scorsi, di “aprire con il segretario Bersani una discussione seria per capire se il percorso scelto dal partito è quello giusto”. Né si può dar torto al giovane responsabile organizzativo del Pd, Nico Stumpo, incaricato da Bersani di rispondere a Veltroni -secondo una vecchia tradizione stalinista volta a ignorare il proprio avversario interno-, che risponde che dopo le amministrative il Pd si deve occupare di come mandare via Berlusconi, e non Bersani. Certo è che questa discussione, animata dagli eredi del Pci-Pds-Ds, dà il senso di quanto il veilletario progetto pensato in origine di mettere in un solo partito ex-democristiani ed ex-comunisti sia in crisi. Possono vincere le coalizioni di centrosinistra, possono vincere o avere affermazioni sorprendenti candidati “gentili”, come Pisapia a Milano: ma il Pd, come forza coalizionale, larga, aperta, al momento non sembra funzionare. (continua…)

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