Archivio per 31 maggio 2010

Da Epolis di oggi

La marea nera, inarrestabile, che sta devastando le coste statunitensi del Golfo del Messico Ŕ una metafora della crisi di civiltÓ. Da un lato uno dei pi¨ grandi gruppi petroliferi mondiali ľ la britannica BP ľ ammette di non avere nÚ tecnologie nÚ mezzi per arrestare la perdita di 19.000 barili al giorno di petrolio in uno dei contesti naturali pi¨ belli del pianeta. Brancola nel buio, fallisce un tentativo dopo l’altro. Ora annuncia una nuova operazione a 1,500 metri di profonditÓ, su cui il Governo federale esprime grandi timori. Dall’altro Obama, l’uomo che gli americani hanno voluto alla guida del Paese per cambiare indirizzo di politica economica, sociale e ambientale ľ per essere un po’ meno dipendenti dal petrolio, dopo le guerre scatenate dal suo predecessore, il texano amico dei petrolieri George W.Bush – si trova di fronte alla difficoltÓ pi¨ grande della sua presidenza. La politica manifesta tutta la sua impotenza, proprio perchÚ ha appaltato da decenni a grandi gruppi privati il governo di beni comuni, come quel mare dove BP e altre concessionarie pompano petrolio a pi¨ non posso. Scrive il quotidiano statunitense pi¨ autorevole ľ il New York Times ľ che BP era a conoscenza della fatiscenza della piattaforma fatta affondare, e che ha consapevolmente sottovalutato i rischi a cui andava incontro. Si preannunciano iniziative giudiziarie e penali clamorose contro i responsabili di quella che Ŕ stata giudicata la peggior catastrofe ambientale della storia degli USA. E i cittadini, sempre pi¨ indignati, stanno a guardare la diretta televisiva che mostrano la fuoriuscita di greggio. (continua…)

Comments Commenti disabilitati