Archivio per 3 marzo 2010

Da Epolis di oggi

“Dilettanti allo sbaraglio”. E’ difficile non dare ragione a Umberto Bossi, quale che siano le proprie convinzioni politiche e ideali, a proposito dei grandi pasticci sulle liste alle regionali combinati in casa PdL. Solo un ingenuo può credere al panino preso intempestivamente dal buon Milioni, e solo uno stupido può credere alla versione per i propri militanti sconcertati secondo cui qualche esponente radicale ha impedito manu militari la presentazione della lista PdL. I tre fatti di queste ore (il caso del Lazio, dovuto allo scontro in extremis sulla composizione della lista PdL; quello della Lombardia, nato dalla querelle sulla candidatura della soubrette-igienista dentale del premier; e infine quello della Campania, dove il candidato governatore dichiara che slealmente nottetempo è stato aggiunto alle liste il nome di un condannato per associazione mafiosa) raccontano, per usare un termine à la page , della situazione gelatinosa del PdL. Sullo sfondo, non si può nasconderlo, c’è lo sfarinamento dei partiti, tutti: ben diversi da quelli della Prima Repubblica che, com’è stato ricordato da un esponente del vecchio PSI, prevedevano senza eccezione che i responsabili politici dei partiti presentassero personalmente liste e simboli. Oggi davanti agli uffici elettorali si tengono confusi assembramenti di aspiranti o di mancati candidati. Ma ciò che mina il PdL è il disprezzo per le regole. E’ qualcosa che segna la vita interna di questo nuovo partito, in cui – specie dopo le inchieste sulla protezione civile e sul riciclaggio- ricompaiono in  lotta fra di loro le fazioni di An e quelle di Forza Italia. Non sappiamo come il pasticcio delle liste andrà a finire. In democrazia sarebbe auspicabile che tutte le posizioni fossero presenti: ma la democrazia è un procedimento che ha norme precise che lo regolano. Solo i giudici possono dirimere le questioni, e non si può pensare che in nome del consenso si possano violare o calpestare le leggi, né che si possano immaginare leggine o decreti per sanare eventuali irregolarità accertate. (continua…)

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