Archivio per 9 dicembre 2009

Da Epolis di oggi

Il colore viola. Il fatto più rilevante della grande manifestazione di sabato a Roma è l’immensa partecipazione giovanile. Una sorta di continuazione – su un terreno più generale – dell’Onda studentesca dell’anno scorso: la generazione figlia dei reality show mette in scena il proprio show, contro Berlusconi. Non c’è generazione di giovani – vale per me come vale per un coetaneo di destra – che non sia giunto all’impegno ribellandosi contro qualcosa e contro qualcuno, dai carri armati sovietici a Praga, nel 68, a quelli di Pinochet a Santiago, nel 73. La generazione che ha sfilato col colore viola oggi critica un’idea della politica prepotente e strafottente, che ha la convinzione che a sé stessi e a chi sta dalla parte del Potere tuttosia lecito. Né si può chiedere di più ai sedicenni di fine 2009. Qualcosina di più è lecito invece chiederla a chi si fa un bel bucato viola delle proprie coscienze: a partiti e partitini che dalla domenica al venerdì sono in guerra fra di loro (anziché unirsi in una grande alleanza), e il sabato sfilano, oggi col viola, ieri con un’altro colore e domani con un’altro ancora non fanno il loro mestiere: rappresentare quella generazione e quella parte della società italiana che non ha bisogno solo di no, ma anche di una convincente e maggioritaria proposta di alternativa. E qualcosa di più si può chiederlo anche al tricolore PD che di viola non si tinge, ma che tra chi partecipa e chi non partecipa, tra chi applaude non partecipando e chi critica sfilando fa capire ben poco che cosa voglia. Bersani ha poco tempo, per farlo, prima che il viola diventi un colore più scuro, contro tutti. (continua…)

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