Archivio per 14 marzo 2009

Da Epolis di oggi


La montagna ha partorito il topolino. Le misure per i precari, presentate in pompa magna dal Ministro Sacconi, sono, come ha giustamente denunciato la CGIL, un’elemosina per pochi. Certo: chi, e sono fra questi, ha contestato fin dall’inizio la logica della parcellizzazione del mercato del lavoro, culminata nella legge 30 ľ che ha prodotto pi¨ di quaranta situazioni contrattuali differenti e frammentate -, e che allora appariva come un nostalgico di attrezzature ideologiche di altre epoche, trova, nel comune coro contro il precariato che oggi unisce tutti, soddisfazione alle denunce e alle preoccupazioni espresse allora. Il precariato Ŕ l’altra faccia della finanziarizzazione selvaggia. Per realizzare profitti stellari, si Ŕ risparmiato sul costo del lavoro, distruggendo garanzie, minando la contrattazione collettiva nazionale, provocando un degrado delle condizioni di sicurezza sul lavoro, abbassando per questa via le retribuzioni. La filosofia del contratto atipico Ŕ stata condivisa dalle destra e da larga parte del centrosinistra moderato, fino a pochi mesi addietro. Ma Ŕ ben magra la soddisfazione per il ripensamento di oggi, a fronte del fatto che milioni di persone, soprattutto di giovani, non hanno pi¨ alcuna garanzia e non godono di alcun diritto collettivo; e che, in questi mesi durissimi di crisi mondiale, con tante aziende che chiudono e lavoratori che rischiano il posto, l’enorme dimensione del precariato colloca direttamente in disoccupazione senza assegni e senza ammortizzatori tantissime donne e tantissimi uomini. Ben venga allora una convergenza di tutti, in Italia, in Europa, negli USA di Obama, per ridurre drasticamente il precariato, e ricostruire un sistema di certezze. Questo, contrariamente a quanto Confindustria ha predicato fino a ieri, Ŕ anche nell’interesse delle imprese: perchÚ solo un lavoro stabile e ben retribuito ľ anche in forme diverse da quelle conosciute nel passato ľ Ŕ garanzia di sicurezza, di qualitÓ, di futuro. (continua…)

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