Archivio per 23 novembre 2005

Tutti ormai riconoscono che occorre ritirarsi. E allora: perchÚ tergiversare?

(DIRE) – Roma- “Il ritiro immediato delle truppe occupanti e’ e
resta l’unica vera soluzione di pace per quel paese”. Pietro
Folena, deputato indipendente del Prc, commenta gli ultimi
annunci di Berlusconi e Martino sul ritiro dall’Iraq: “Anche la
destra piu’ oltranzista sa che la guerra e’ impopolare, e alla
vigilia delle elezioni pensa, con un gradualismo condizionato
alle decisioni USA, di ammorbidire il proprio volto. Del resto la
censura sul documentario di Rainews24, che testimonia l’orrore di
uno sterminio di massa di cui politicamente e’ responsabile anche
chi ha sostenuto e sostiene la coalizione dei “willings”, la dice
lunga su come Berlusconi in doppiopetto provi a far dimenticare
il Berlusconi con l’elmetto corso a Washington nel settembre 2002
ad assicurare il concorso italiano alla guerra”.
Folena attacca poi anche il leader dei ds: “Questo confuso
condizionato gradualismo di un ritiro allungato nel tempo- un
anno, nello scenario irakeno e mediorientale, e’ un tempo
lunghissimo- viene oggi proposto anche perche’ alcuni esponenti
moderati dell’Unione, a partire da Fassino, hanno cercato in
queste settimane di far cambiare posizione a Prodi, e di
prospettare un ritiro graduale e concordato”.
E conclude: “L’Unione si e’ impegnata, anche con atti pubblici
e con votazioni in Parlamento, a disporre il ritiro dei nostri
soldati non appena si sara’ insediata alla guida del paese.
Questa deve rimanere la posizione dell’Unione: non una promessa
elettorale ma un impegno di governo. Anche per questo a gennaio,
se e quando Berlusconi e Martino proporranno in Parlamento il
loro piano- se ce l’avranno e se avranno l’autorizzazione da Bush
e Rumsfeld per farlo-, l’Unione dovra’ portare la propria
proposta altermativa”.

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