Archivio per 19 aprile 2005

Oggi sono stato ospite in studio della trasmissione di Pierluigi Diaco “Servizio Pubblico” che va in onda su Radio24-Il Sole 24 Ore dalle 11 alle 12.
Potete riascoltare la trasmissione via internet clickando qui.
Non c’è stato il tempo di rispondere a molte domande giunte in redazione per telefono e via Sms. Ne ho selezionato qualcuna, penso le più interessanti anche per i lettori di questo blog.

1. Molti mi chiedono perché sono passato al gruppo di Rifondazione e non con i Comunisti italiani. Come ho spiegato ho aderito al gruppo del Prc sulla base della “svolta” avviata da Fausto Bertinotti che sta portando Rifondazione a ridefinire la propria cultura politica sulla base del rapporto con i movimenti e della nonviolenza. Rifondazione ambisce a creare una sinistra figlia dei movimenti degli anni 2000 e quindi a superare le ideologie del ‘900. Mi sento vicino a questa ricerca.
2. Un ascoltatore mi chiede cosa è rimasto per me dei valori dei comunisti degli anni 70. Negli anni ’70 ero nel movimento studentesco e poi nella Fgci, e mi battevo contro la corsa agli armamenti, per una scuola e un’università non di classe, per cose piuttosto simili a quanto oggi chiedono i movimento new-global, anche se allora il tasso di ideologia (poi sfociata anche nella violenza) era altissimo. Oggi credo che quelle cose siano purtroppo ancora attuali. Certo, sono stati compiuti passi in avanti, grazie a tante lotte, ma il più è ancora da fare.
3. Alcuni mi domandano che fine ha fatto il programma dell’Unione. Vorrei saperlo anche io! A parte le battute, siamo in estremo ritardo. Se dovesse cadere il governo domani noi non siamo pronti sul programma. Occorre accelerare, ma soprattutto occorre dare spazio alla partecipazione, magari – se il tempo non sarà troppo tiranno – facendo le primarie sul programma. Purtroppo però occorre dire che questo ritardo non è casuale. Il centrosinistra ha perso tempo ad accapigliarsi sulla leadership e non ha lavorato sul programma.
4. Un ascoltatore mi chiede se cercherò di unire maggiormente Rifondazione con l’Unione. Certo, voglio costruire dei “ponti” tra le diverse anime della sinistra e del centrosinistra, ma soprattutto tra diverse culture, tra la politica che si fa in parlamento e quella che si fa nelle piazze, quella politica della partecipazione che si fa nei forum sociali, nei movimenti, tra le giovani generazioni.

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