Archivio per 13 aprile 2005

Care visitatrici e visitatori, care compagne e compagni,

sono davvero colpito dalla quantità e dall’affettuosità dei vostri messaggi nei miei confronti. I messaggi sono talmente tanti che non ce la faccio a rispondere singolarmente a ciascuno, quindi mi perdonerete se, per una volta, vi rispondo collettivamente.

Le ragioni della mia uscita dai Ds e l’approdo, come indipendente, a Rifondazione, le ho già espresse nelle lettere a Fassino e Bertinotti che trovate sempre qui sul blog. Inoltre nell’articolo per Aprile e nelle interviste a Repubblica e Manifesto ho spiegato anche la mia posizione riguardo le scelte della minoranza dei Ds. Sintetizzo i punti essenziali di quanto ho scritto:
1) il processo politico che porterà al partito riformista, finora in salita, oggi è in discesa; non ho condiviso né la formazione della lista unitaria, né tanto meno l’approdo finale che significa – non si sa ancora se “di fatto” o anche “di diritto” – lo scioglimento dei Ds. Da trentatrè anni milito in un partito di sinistra. Ho compiuto scelte di rottura, come per la “svolta” di Occhetto, ma sempre a sinistra sono stato. Adesso i Ds si avviano a migrare in un contenitore non più collocabile in ciò che chiamiamo sinistra. Ci siamo illusi, diciamo così, che le cose potessero andare in modo differente, date le difficoltà incontrate finora dalla cosiddetta “federazione”. Ora queste difficoltà sono in larga parte superate, quindi il progetto riformista andrà avanti.
2) in questo quadro la minoranza Ds ha scelto di partecipare alla guida unitaria del partito. Inevitabilmente ciò allenterà le tensioni nel partito – e questo va bene – ma rischia di ridurre anche il dissenso verso l’approdo riformista.
3) Sono profondamente convinto che occorra una sinistra di tipo nuovo. Come ho detto una sinistra figlia dei movimenti del 2000: quello pacifista, quello alter-global, quello contro il precariato, e i tanti movimenti che si occupano di questioni più specifiche, ma importantissime, come i beni comuni. La sinistra di oggi si divide tra chi è rimasto ancora al ‘900 e chi invece ha capito i cambiamenti, ma propone una risposta di semplice “temperazione” del neo-liberismo. I movimenti ci chiedono ben altro. Ad oggi solo Rifondazione ha iniziato un percorso di revisione della propria cultura politica in tal senso, per cui ho scelto di collocarmi “vicino” a questo partito e contribuire a questa elaborazione.

Molti di voi mi chiedono di ricandidarmi nel collegio in cui sono stato eletto nel 2001. Purtroppo ciò non dipende da me, come sono certo capirete. Quel collegio è dei Ds e io non sono più diessino. Inoltre, come sapete, è stata messa in campo una strategia mirata contro di me non da oggi. Già due anni fa il direttivo dei Ds di Manfredonia approvò – con il dissenso dell’allora segretario di sezione – un documento contro di me. Quanto accaduto a Mattinata, come ho raccontato nell’intervista al Corriere del Mezzogiorno, è solo l’ultimo di una catena di episodi a dir poco sgradevoli.
Sia chiaro però: la mia decisione di lasciare i Ds risale a dopo il congresso, non ha nulla a che fare con i fatti locali. Sono stato un dirigente nazionale del Ds per molti, molti anni, certo non mi faccio influenzare dai metodi spregiudicati di qualche esponente locale. Ho aspettato le regionali per evitare che la mia uscita danneggiasse l’immagine dei Ds e del Correntone in quella dura battaglia elettorale.

Mi piace sottolineare che, quasi contemporaneamente alla mia fuoriuscita dai Ds, Oskar Lafontaine, leader storico del partito socialdemocratico tedesco, è passato ad un partito di sinistra nato da poco e formato da sindacalisti. Una coincidenza che mi ha fatto pensare.

Infine, il futuro: ho intenzione di dar vita, insieme ad altri, ad una aggregazione capace di raccogliere quanti, in questi anni, hanno lasciato i Ds e non solo, spesso abbandonando l’attività politica. Non so come la chiameremo, so però che servirà a dare voce a tanti “indipendenti di sinistra” come me che oggi non hanno casa ma vedono con simpatia il percorso avviato da Rifondazione e soprattutto pensano che la sinistra radicale abbia bisogno di unità e di innovazione politica.

Sarò comunque in Capitanata nelle prossime settimane per una iniziativa pubblica per spiegare le mie ragioni e raccogliere il sostegno di chi le condivide. Ovviamente vi terrò informati tramite Blog.

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da Liberazione www.liberazione.it del 13 aprile 2005

Caro Fausto,
come ti ho già annunciato nei giorni scorsi, ho preso la decisione di chiedere l’adesione come indipendente al gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista. La sofferenza del distacco dal partito in cui ho militato per tanti anni è fortemente attutita dall’attrazione che su di me esercita la svolta che tu hai impresso alla politica, alla cultura e alle idee di Rifondazione e della sinistra italiana. La recente adesione al PRC di Pietro Ingrao ne è la testimonianza più significativa. (continua…)

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da Repubblica del 13 aprile 2005

L´ex dirigente spiega perché lascia la Quercia: il correntone non era più nè carne né pesce
L´addio polemico di Folena ai Ds “Oggi Bertinotti ha più fascino”

“Sono in tanti a non rinnovare la tessera. Mi dedicherò al recupero di queste forze”
GOFFREDO DE MARCHIS

ROMA – È una storia che finisce e che ha qualche strascico. Ma Pietro Folena è già proiettato sul futuro, la nuova avventura con Rifondazione. «Il mio è un innamoramento per Bertinotti, una fascinazione, un atto di fiducia e di affetto per il coraggio di Fausto». È uscito da solo, per non fare danni ai Ds, dice. Ha avuto uno scambio di lettere molto civile e persino caloroso, proprio sul filo di lana, con Piero Fassino. Fabio Mussi, in splendida solitudine, lo ha salutato dalla tribuna della direzione, ieri mattina. E ora? L´addio senza polemica in realtà ha qualche veleno in coda. Anche se in testa c´è quel batticuore politico: «Mi sento più attratto e più affascinato dal percorso di Prc». (continua…)

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