Archivio per la Categoria “Vi parlo di me e di chi mi sta vicino”

Chi sono, chi amo, cosa mi piace

Ho trascurato dal 17 febbraio il blog. Quel pomeriggio ero a Mattinata, e ho ricevuto una telefonata di Andrea. Avrebbe partorito la notte. Sono tornato a Roma. Alle sette e mezzo ero da lei, e alle 23.03 è nato un magnifico bambino di 2 chili e 900. Gianfranchino è arrivato, reimpiendo di gioia i genitori, la sorella Camilla, che sta diventando una perfetta baby sitter, la nonna e tutti quelli e quelle che ci vogliono bene. Con dolore dopo qualche giorno di full immersion col pupetto riprendo la campagna elettorale (sono capolista del PRC-Sinistra Europea in Puglia e Molise). Mi toccherà separarmi da Gianfranco, dall’amore della mia vita Andrea, dalla mia dolcissima e meravigliosa Camilla. Meno tempo possibile, facendo avanti e indietro, e aspettando il 10 aprile per una ragione mia, e nostra, straordinaria – oltreché per la ragione che molti milioni di italiani aspettano – .

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Copertina Senza AggettiviInsieme ad Alessandro Genovesi e Paolo Nerozzi ho scritto “Senza aggettivi”, un libro sulla e per la sinistra. Quella sinistra diffusa nella società italiana ma che difficilmente si riconosce nella politica “ufficiale” dei partiti. Quella sinistra che, soprattutto dopo le scelte moderate dei Ds, vorrebbe trovare qualcosa di nuovo.
Non quella che si sbraccia per difendere Unipol, per intenderci.

Dalla Quarta di copertina:
L’onda lunga della globalizzazione neoliberista ha prodotto uno tsunami culturale e simbolico, oltre che economico, che ha travolto il pianeta. Lo sforzo da compiere è allora quello di contrapporre all’universalismo del mercato, un altro universalismo. Alimentare una nuova idea comune di destino: questo è il fine di una moderna “rivoluzione”. Questo è il compito di una moderna sinistra. (…) Siamo tutti impegnati nella ricerca di un nuovo pensiero critico, di una nuova coerenza intellettuale ed etica tra quanto detto e quanto poi praticato, di una nuova politica. La fine del Novecento non è infatti la fine delle utopie, non è la fine della storia, non è la fine di parole come socialismo, giustizia sociale, libertà…

Senza aggettivi
Sinistra, movimenti, democrazia

Pietro Folena, Alessandro Genovesi, Paolo Nerozzi

Baldini Castaldi Dalai Editore 2005, pag. 290 euro 13,90

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E’ morto Paul Ricoeur. La stampa italiana ha commentato nelle pagine interne, e in modo un pò distratto, la scomparsa di uno deipiù grandi filosofi del 900. Poche eccezioni, e fra queste Liberazione e il Manifesto. Le Monde apre in prima pagina con la sua foto e ha quattro pagine di commenti e di analisi.
Un uomo al crocevia di ideologie, tendenze, religioni, discipline il cui pensiero aiuta molto a vedere in modo diverso questo tempo inquieto, e (proprio perché conosceva la sofferenza, anche quella più inspiegabile) anche le nostre sofferenze. Suggerisco la lettura di La memoria, la storia, l’oblio (pubblicato quando aveva 87 anni). Qui riporto una sua recente intervista ad Avvenire. (continua…)

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Occorre pensare la politica senza pensare politicamente

Pierre Bourdieu

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Nel deserto si sta sempre al centro

Jorge Luis Borges

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Noi interisti, che della sofferenza e dell’assenza di vittorie abbiamo fatto una filosofia per le nostre inquiete esistenze, ci consoliamo con queste notizie. Anche il subcomandante ci prende in giro…ma è una bella iniziativa di solidarietà. Moratti, Massimo, non è nuovo a queste scelte. Qualcuno già pensa, a Milano, a un bel duello con l’altra Moratti, in verità Brichetto, alle prossime comunali…

CALCIO: SUBCOMANDANTE MARCOS A MORATTI, GIOCHIAMO PARTITA

LETTERA AL PATRON, INTER CONTRO NAZIONALE ZAPATISTA

(ANSA) – MILANO, 10 MAG – ”Vi invito ad una partita di calcio

fra la vostra squadra e la nazionale dell’EZLN in luogo, data e

ora da definire. Visto l’affetto che abbiamo per voi siamo

disposti a non sommergervi di gol…”. La lettera del

Subcomandante Marcos, il capo del movimento zapatista messicano,

consegnata ad una delegazione interista in visita in Chiapas, ha

sorpreso tutti.

E con la lettera, una cerimonia a sorpresa: le nazionali

zapatiste, maschile e femminile, rigorosamente in passamontagna,

schierate in un omaggio alla societa’ di Massimo Moratti. (continua…)

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Sono nato a Padova, nel 1957. Mio padre Gianfranco era un grandissimo intellettuale, storico della lingua (nonché autore del dizionario Palazzi-Folena, il primo e l’unico a riportare la data di nascita delle parole) e filologo romanzo. Insegnava proprio all’Università di Padova (ma era toscano). Mia madre invece era francese, si chiamava Elisabeth (Lizbeth per tutti) Marcilhacy, ed era pittirice e poetessa. Tra le altre cose ha partecipato alla liberazione della Germania come volontaria a fianco dell’Armée e poi ha militato nei Cristiani per il Socialismo. Recentemente è stata pubblicata una sua raccolta postuma di poesie “Comme cette autre fois”. Come lei, anch’io sono credente.

Ho due sorelle. Lucia, la primogenita, docente di letteratura inglese alla Facoltà di lettere dell’Università di Torino; Nora, professoressa di matematica e scienze a Padova, e madre di Giampaolo.
Andrea, il mio amatissimo e sensibilissimo fratello, è scomparso nel 2001.

Ho iniziato a far politica quando avevo i calzoni corti. Militavo nella (mitica!) Fgci, occupandomi prima degli studenti medi e poi diventando segretario provinciale della Federazione di Padova, quindi segretario ragionale del Veneto. Dall’80 all’82, a Roma, ho diretto gli studenti medi della Fgci, come responsabile nazionale del settore scuola. Quando lasciai (per un po’) la Federazione giovanile, entrai nel Pci divenendo segretario cittadino a Padova. (continua…)

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Andrea Catizone è la donna che amo, la mia compagna. Viviamo insieme a Roma, nel quartier Trastevere. Lei è torinese, lavora in un rinomato studio legale romano e collabora con le Facoltà di Giurisprudenza di Roma 3 e di Foggia, nelle materie di procedura penale e diritto penale. Condividiamo perfettamente, fra le altre, la passione per i viaggi e la letteratura, spesso le leggo pagine di romanzi e poesie.

Camilla è mia figlia . Ha 12 anni, ed è intelligentissima e affettuosissima. Scrive anche poesie [come queste]. Le dedico tutto il tempo che posso. Ha finito la prima media con una pagella splendida.
E’ difficile essere la figlia di un deputato, sempre in giro per l’Italia e per il mondo, ma lei ci riesce benissimo. Ogni volta mi sorprende per la sua maturità, per come prende le cose, anche quelle tristi, in modo positivo. E poi è felicissima anche perché…

…e poi è arrivato lui, in corso di blog. Gianfranchino è una meraviglia, ha quattro mesi, è lungo, grande, simpaticissimo. Ha gli occhioni meravigliosi della madre che già parlano, raccontano della curiosità per la realtà che lo circonda, di questa scoperta quotidiana. Ora si è svezzato, e scopre anche i sapori. Ha un bel piglio ribelle, e ne avrà da fare per cambiare il mondo…

Sì, lo so, siamo nati per soffrire. Ma l’Inter è una fede. Come dice Elio e le Storie Tese per un interista “c’è solo l’Inter”, anche quando ti fa arrabbiare. Penso che sia così un po’ per tutti, ma noi interisti siamo messi alla prova più di altri tifosi. Ah, sono amico di Massimo Moratti, davvero un gran signore a cui dobbiamo tanto, e di Giacinto Facchetti. Non sarà, di fronte allo schifo di “calciopoli”, che qualcuno chiederà loro scusa per le ironie superbe degli anni scorsi?

Ascolta 30 secondi dell’inno dell’Inter!

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